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Cambiare il minimetrò: da costoso "brucomela" a percorso pedonale con fiere, bistrot e concertini (nelle stazioni)

I costi delle navette sono all'ordine del giorno. Il Comune chiede più fondi, la Regione risponde di aver già dato. Intanto arriva una suggestiva proposta: ecco come modificarlo. L'idea di Mauro Monella, architetto-urbanista

Minimetro: croce e delizia dei perugini, osannato e maledetto, non inquinante, ma robustamente impattante sulle casse pubbliche. Che fare? Mauro Monella, architetto-urbanista, lancia una provocazione attraverso i social, suscitando interesse e reazioni. Pare un gioco, ma contiene stimolanti spunti di riflessione, che vanno oltrel’apparente taglio goliardico, nel senso che solleva un problema tuttora irrisolto. Appunto: il “che fare/che farne”! E non si tratta di un semplice divertissement! “Il primo limite del progetto di rigenerazione urbana, presentato dal governo municipale, è proprio  quello di non tener conto delle due realtà centrali: la Stazione ferroviaria e il Minimetro.

Non a caso, il sindaco Romizi ha dichiarato essere un progetto che va ‘oltre l’urbanistica’. Come dire che  non tiene conto di questa scienza-disciplina! E questo non è un bene”. “Nella cugina Francia, il Minimetrò è decaduto nel giro di sei mesi, tant’è vero che finì coll’essere soppresso”, esordisce l’architetto del Borgo d’Oro.“Si tratta di un mezzo che per la mobilità cittadina ha scarso valore, eppure è costato, e continua a costare, un’enormità!”.

Quali le ultime posizioni della parte pubblica?
“Si parla di venderlo. Ma chi lo compra? Voi vi accollereste un carrozzone del genere, un debito esiziale sulle spalle?”
Allora che si fa, lo demoliamo?
“La sua completa eliminazione potrebbe rappresentare la soluzione definitiva, ma ciò comporterebbe ulteriori impegni economici non proponibili”.
Dunque?
“In alternativa, valorizziamo l’esistente attuando delle modifiche che attribuiscano al Minimetrò un significato”.
In che modo? “Una volta rimossi “gli ovetti” (ossia le carrozze), si potrebbe mantenere la lunga rotaia sopraelevata trasformandola in un luogo percorribile a piedi”. Con quali esiti? “In questa maniera, il Minimetrò diventerebbe un luogo taumaturgico e terapeutico per tutti i cittadini, nel contesto panoramico di accesso alla città storica”. Prosegue: “Un innovativo “viatico urba-tettonico”, una sorta, per intenderci, di via dell’Acquedotto, alla maniera della storica e rinomata via che sovrasta la Conca, ove la corrente che fluisce sia costituita non da un mezzo meccanico, ma dalla gente”.
Insomma: un percorso pedonale?
“A piedi, certo, ma su un camminamento di lusso, addirittura coi fiocchi, contornato da vedute mozzafiato”. Che fare delle stazioni? “Vi si potrebbe installare tutta una serie di iniziative: dalle esposizioni d’arte alle bancarelle e sbaraccarelle, dai bistrot ai micromercati, fiere, concertini jazz pop e rock,
rassegne al cioccolato e allo zucchero filato”.
Intanto Monella propone un rendering scherzoso. Ma mica tanto!
 

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