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Cambiare il minimetrò: "Oramai è fallito, ecco quanto ci costa: costruiamo il tram-treno"

Alessio Trecchiodi, del direttivo di Italia Nostra, punta il dito sui conti del Minimetrò

Minimetro, non finisce qui. Mette mano alla calcolatrice e fa chiarezza sui conti (euro più, euro meno) Alessio Trecchiodi, del direttivo di Italia Nostra.

Sul Minimetro.

“Il fallimento del minimetro è stato decretato da un comunicato del sindaco Romizi. Nel tentativo di rimettere a posto i conti, per non incorrere nel dissesto finanziario, il Comune dovrà vendere le azioni del minimetro di cui possiede il 70%. Questo significa che la causa dell’eventuale dissesto è imputabile soprattutto a questa infrastruttura: tanto grosso è il debito, che pesa per circa 50 euro pro capite/anno sulle spalle di ogni cittadino (dal lattante al centenario). Come dire: 168 euro a famiglia”.

Ma, con la vendita, questi soldi saranno risparmiati?

“Come conseguenza di questa operazione di vendita, non è che il Comune non sborserà più soldi per il funzionamento. Tutt’altro! Il sindaco stima che la perdita attuale di 9 milioni all’anno scenderà a 8. Forse perché la Società che otterrà la concessione si presume sia… più brava?”.

Concludendo?

“Insomma, dopo 30 anni, ai perugini la gestione sarà costata comunque 240 milioni di euro: poca cosa, rispetto ai 4 milioni che il Comune incasserà una tantum dalla concessionaria per il 2018. Viceversa, sarà un bell’affare per la Società che riceverà 8 milioni di euro in un colpo solo!”.

Ma passiamo alle ferrovie. In questo caso, le cose vanno forse meglio?

“Macché! Il sistema ferroviario che converge sul capoluogo non è da meno! Infatti, le perdite della Foligno-Terontola, nell’arco dei 30 anni, sono di 600 milioni che, sommati ai 240 milioni del Minimetro, fanno 840 milioni. Preciso che la perdita di 600 milioni in un arco di 30 anni è imputabile alla Foligno-Terontola (83 km) e alla FCU (157 km)”.

Dunque “Tutto sbagliato, tutto da rifare”? Soldi buttati al vento?

“A conti fatti – prosegue Trecchiodi – l’operazione Tram-Treno costa più o meno 150 milioni (solo infrastruttura, ma quadruplica l’utenza). Quindi la gestione va in pareggio. Ossia, fra 30 anni, avremmo risparmiato 690 milioni di euro”.

Con quali benefici?

“A beneficio tangibile, ci resterebbero 250 chilometri di metropolitana leggera di superficie regionale. E non più debiti!”.

Dunque questa proposta di “infrastruttura leggera” del Tram-Treno è pratica ed economicamente  vantaggiosa?

“Direi proprio di sì!”

Ergo, conclude Trecchiodi: “Non si capisce per quale motivo dovremmo tenerci il Minimetro: contenti e mazziati!”. 

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