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Insegue e minaccia un gruppo di ragazzi che lo insultavano: "Prendo la pistola e vi sparo in bocca"

Marito e moglie sotto processo per minaccia aggravata. L'aggressione sarebbe riconducibile all'astio venutosi a creare in condominio. L'arma non c'è mai stata

Insegue un gruppo di ragazzini e ne minaccia uno perché lo prendeva in giro: “Ti sparo in bocca”. E finisce sotto processo, insieme con la compagna che era con lui al momento dell’episodio incriminato, per minacce aggravate.

L’uomo e al donna, difesi dall’avvocato Flavio Mennella, avrebbero “in concorso tra loro” minacciato “il minore … proferendo” lei la frase “stai attento perché anche se sei minorenne mio marito è un matto” mentre l’uomo avrebbe detto “vedi di star zitto altrimenti ti sparo in bocca. Stai attento perché mia moglie ha una pistola all’interno della sua borsa”.

L’episodio sarebbe avvenuto alla periferia di Perugia il 30 aprile del 2017. Oggi si è svolta la prima udienza con l’audizione della giovane vittima.

Secondo il racconto del ragazzo quel pomeriggio lui e altri quattro amici stavano camminando sul marciapiede per andare al parco a giocare. Ad un certo punto aveva visto l’imputato alla guida della sua vettura fermarsi subito dopo averli oltrepassati, fare marcia indietro e chiudergli il passo tra il cofano della vettura e un palazzo. Il ragazzo rimaneva bloccato, mentre gli amici fuggivano.

La donna, dal finestrino, avrebbe urlato contro il minore le prime minacce, mentre l’uomo scendeva e si avvicinava al ragazzo e rivolto alla donna gridava: “Dammi la pistola”. Proprio mentre accadeva tutto questo poco distante appariva la madre della vittima, in compagnia di un’amica. Il figlio scappava verso la donna e l’uomo risaliva in auto e fuggiva.

Mentre la madre ascoltava il racconto spaventato del ragazzo passava una pattuglia dei carabinieri. Il fatto veniva raccontato ai militari che poco dopo rintracciavano l’uomo.

Nel corso della deposizione la vittima ha riferito di comportamenti violenti nei loro confronti anche in altre occasioni, ricordando il lancio di uova o acqua e sapone quando giocavano nel cortile. L’astio, quindi, sarebbe frutto di liti condominiali.

Sentito dai militari, però, l’uomo avrebbe raccontato che quel giorno, mentre passava in auto, il gruppetto di ragazzi si sarebbe abbassato i pantaloni e mostrato il sedere, scatenando la sua reazione, ma che non ha mai minacciato nessuno con una pistola.

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