Domenica, 21 Luglio 2024
Cronaca

“Se chiami la polizia sei un uomo morto” e il furto si trasforma in rapina: condannato

L'imputato era entrato in un appartamento per rubare, ma era stato scoperto dal proprietario che era andato a trovare l'anziana madre

“Se chiami la polizia sei un uomo morto” e il furto si trasforma in rapina, con tanto di condanna a 3 anni e mezzo di reclusione.

L’imputato, un giovane di etnia rom che viveva in un campo nomadi, era accusato di essere entrato in un’abitazione per rubare. Scoperto dal proprietario che accudiva l’anziana madre, era stato minacciato prima della fuga.

Secondo i giudici “la minaccia necessaria ad integrare l’elemento oggettivo della fattispecie di rapina può consistere in qualsivoglia comportamento deciso, perentorio e univoco, posto in essere dall’agente e ritenuto astrattamente idoneo a coartare la volontà della vittima”.

Minacciare la vittima con la frase “se chiami la polizia sei un uomo morto”, secondo i giudici integra “il reato di rapina”, anche alla luce delle circostanze del fatto, commesso “all’interno dell’abitazione dell’anziana madre della persona offesa, ed avuto riguardo all’età della persona offesa rispetto alla giovane età del reo inserito in una comunità nomade stanziata nei pressi dell’abitazione ove si era consumato il delitto”.

La minaccia, per i giudici, “pronunciata in tali circostanze” aveva turbato e diminuito “la libertà psichica e morale del soggetto passivo”, cioè della vittima.

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