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Perseguita la ex e svuota il conto del ristorante che avevano aperto insieme: a giudizio

L'uomo è accusato di aver perseguitato, minacciato e insultato la compagna e di aver preso i soldi in comune per aprire un altro locale con un socio

Una vita familiare e professionale insieme, poi la gelosia e tutto finisce e si trasforma in una storia di stalking.

Un uomo, difeso dagli avvocati Anacleto Ferranti e Gianluca Dominici, è finito sotto processo con l’accusa di stalking perché “reiteratamente ingiuriandola, molestandola ed insultandola, con epiteti offensivi (sei una t…, p…, sei una bulgara di m…, sei una p.), minacciandola di gravi mali ingiusti (tanto prima o poi ti gonfio come una zampogna”, seguendola all’uscita dal luogo di lavoro e pedinandola durante il giorno e appostandosi, durante le ore notturne, sotto l’abitazione della persona offesa, cagionava a …, con la quale aveva avuto una relazione sentimentale, un grave e perdurante stato di paura ed un fondato timore per la sua incolumità”.

L’uomo, che respinge la ricostruzione della Procura di Perugia, è anche accusato di appropriazione indebita perché “al fine di procurarsi un ingiusto profitto, quale cointestatario, insieme alla ex compagna … di un conto corrente … disponeva in favore di … senza il consenso espresso o tacito” della ex compagna “la somma di 25.900 euro, emettendo cinque diversi assegni circolari non trasferibili, ed eccedendo in tal modo la quota da considerarsi di sua pertinenza”.

Contestate anche le aggravanti per “aver commesso il fatto di reato, abusando della relazione sentimentale intrattenuta con la persona offesa e del rapporto di lavoro intercorrente con la stessa” in qualità di legale rappresentante di un locale che i due avevano insieme.

La donna, nella sua denuncia, ha raccontato come fosse ormai impossible, a causa della gelosia dell’uomo, proseguire nella relazione sentimentale e gestire il ristorante, “in quanto tutti i camerieri assunti per espletare il servizio di sala, venivano visti” dall’uomo come “possibili amanti” della donna.

In più occasioni l’uomo avrebbe insultato “in presenza del personale e dei clienti” la compagna, minacciandola e ingiuriandola. Aggressioni che sarebbero avvenute anche di fronte al figlio della donna.

Quando la signora decideva di troncare la relazione, iniziavano i pedinamenti e la persecuzione, tanto che in diverse occasioni la donna “era costratta a dormire sopra una sedia del ristorante” perché aveva paura ad uscire, visto che l’ex era lì di fronte.

“Durante le ore di lavoro” ha dichiarato la ex, l’uomo “si ubriacava e comprometteva tutti il servizio di cucina, in quanto era lo chef del ristorante”. Servizio che, secondo la donna, l’uomo avrebbe lasciato senza spiegazioni, costringendola ad assumere un altro chef. Salvo accorgersi che le casse del ristorante erano state svuotate e con i soldi avrebbe aperto un altro ristorante.

L’uomo è stato rinviato a giudizio dal giudice per l’udienza preliminare Natalia Giubilei ed è finito sulla scrivania del magistrato Francesco Loschi. La donna si è costituita parte civile tramite l’avvocato Fabio Maddalena.

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