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Minacce, rapine ed estorsioni a danno dei clienti: trans sotto processo

Brasiliano di 38 anni accusato di aver sottratto i documenti a due persone e averle costrette a versare denaro in più occasioni altrimenti avrebbe rivelato tutto alle famiglie

Estorsione, minacce e rapina. Sono le accuse a carico di un brasiliano di 38 anni, difeso dall’avvocato Gianni Dionigi, che dovrà comparire davanti al giudice per l’udienza preliminare il 18 febbraio del 2020 “perché mediante minaccia consistita dapprima nel mostrare a … un coltello a serramanico e, successivamente, di non restituire il libretto di circolazione dell’autovettura e un paio di chiavi di cui si era impossessato, costringeva quest’ultimo a consegnargli la somma di 3.000 euro, procurandosi così un ingiusto profitto con un danno per la persona offesa”.

Secondo la ricostruzione accusatoria il trans sarebbe entrato all’interno dell’autovettura della vittima con la scusa di una richiesta di aiuto, per poi minacciarlo con un coltello a serramanico, nascosto nella borsetta, facendosi consegnare 500 euro, accusandolo di avergli “rovinato la serata”. Siccome la vittima non aveva la somma di 3.000 euro con sé, lo avrebbe obbligato ad effettuare due prelievi presso due sportelli bancomat diversi. Poi si sarebbe impossessato del libretto di circolazione e delle chiavi dell’auto dicendo: “Li rivuoi? Allora domani mattina mi devi portare 3.000 euro; contattami a questo numero e ricordati che se non lo fai so dove abiti e vengo a cercarti”.

La mattina successiva la vittima consegnava il denaro e otteneva la restituzione dei documenti e delle chiavi.

Due giorni dopo (i fatti contestati sarebbe avvenuti il 22 e il 24 luglio del 2017) il trans avrebbe minacciato “con un punteruolo” un’altra persona, costringendola a “consegnargli dapprima la somma di 40 euro, dopo una prestazione sessuale e, subito dopo a consegnargli la somma di 500 euro, dopo aver effettuato due prelievi presso due sportelli bancomat” procurandosi “un ingiusto profitto”.

Anche in questa occasione, secondo la denuncia, si sarebbe impossessato del libretto di circolazione dicendo: “Mi servono 2.000 euro e mi servono subito. Dammeli o dico tutto alla tua famiglia”. La vittima cedeva al ricatto e consegnava subito 1.000 euro.

Sempre dietro la minaccia di rivelare l’avvenuta relazione sessuale, si sarebbe fatto consegnare dalla vittima 4.750 euro la settimana successiva, 5.500 euro ai primi di agosto del 2017, altri 500 euro l’8 agosto e, infine, ancora 1.000 euro il giorno dopo.

Le contestazioni della Procura di Perugia riguardano anche un altro episodio, in questo caso di rapina, in quanto sempre con la minaccia di un punteruolo, il trans di sarebbe fatto consegnare 250 euro per non prendere alla vittima un orologio e un bracciale. Fatti avvenuti il 14 aprile del 2018.

Dopo quest’ultimo episodio la vittima si presentava ai Carabinieri e sporgeva querela nei confronti del trans.

Una delle vittime ha deciso di costituirsi parte civile tramite l’avvocato Dario Epifani.

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