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Cronaca

Lettere con minacce e insulti dopo il furto di nomi e indirizzi rubati dal sito Inps: impiegato sotto processo

L'ente previdenziale e una destinataria delle missive parte civile nel procedimento

Accesso abusivo alla banca dati dell’Inps per “rubare” i nominativi di alcuni iscritti per poi usarli in maniera fraudolento.

L’imputato, un uomo di 61 anni, dipendente dell’Inps difeso dall’avvocato Franco Libori, è accusato di essere entrato nel “sistema informatico di pubblico interesse in quanto strumentale alla gestione del sistema pensionistico”, con “l’aggravante di aver commesso il fatto con abuso della qualità di operatore del sistema”.

L’imputato ha sempre negato qualsiasi addebito, respingendo l’ipotesi di avere spedito le missive.

Secondo l’accusa tra il gennaio e il maggio 2017 avrebbe estrapolato venti i nominativi “utilizzando le proprie credenziali, quale pubblico impiegato di concetto in servizio presso la sede regionale Inps, con mansioni inerenti al gruppo risorse strumentali” attraverso l’utilizzo illecito del “sistema informatico protetto da misure di sicurezza, accedendo senza diritto a dati e informazioni riservati, contenuti nella banca dati e relativi ad un rilevante numero di persone iscritte, alcune delle quali rese poi destinatarie di lettere anonime dal contenuto altamente offensivo e intimidatorio, comprensivo di esplicite o larvate minacce di morte”.

L’Inps, tramite l’avvocato Di Cato, e una delle destinatarie delle missive, assistita dall’avvocato Saschia Soli, si sono costituite parte civile.

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