Venerdì, 14 Maggio 2021
Cronaca

Picchiati e rapinati dal figlio, coppia di anziani costretta a fuggire di casa e dormire in auto

Continue richieste di denaro, minacce, violenze e vessazioni psicologiche per acquistare droga e alcol. Il personale del Commissariato di Foligno arresta un trentenne con precedenti di violenza

Richieste di denaro, minacce, violenze e vessazioni psicologiche da parte del proprio figlio adottivo, trentenne di origini macedoni, hanno costretto una anziana coppia di coniugi folignati a fuggire dalla propria abitazione.

Il giovane uomo, uscito di recente dal carcere dove si trovava per reati di matrice violenta, aveva ottenuto il perdono dai propri genitori ed era stato accolto nuovamente in casa.

L’abuso di sostanze stupefacenti ed alcooliche, però, lo avevano ricondotto nelle consuete abitudini e aveva ripreso a chiedere con insistenza denaro ai genitori, con minacce di morte ripetute e violente percosse. I due coniugi erano stati costretti a chiudersi a chiave all’interno della propria camera da letto durante la notte.

L'ultimo episodio si è verificato allorquando il figlio adottivo, afferrato un oggetto contundente, lo utilizzava a mo’ di pugnale ferendo al collo l’anziano padre, sfiorando la tragedia.

Dopo le cure mediche presso il Pronto soccorso dell’ospedale di Foligno, l'uomo decideva, insieme alla propria moglie, di trascorrere le notti in macchina, vagando per la città durante il giorno.

L’anziana coppia, provata dalle sofferenze subite e dalle condizioni precarie di vita prendeva la decisione di rivolgersi alla Polizia di Stato.

Il personale del Commissariato di Foligno sottoponeva alla Procura di Spoleto una serie di accertamenti per i reati di rapina, estorsione, maltrattamenti in famiglia e lesioni, e il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Spoleto, vista la gravità dei fatti, emetteva un'ordinanza di custodia cautelare in carcere eseguita dai poliziotti del Commissariato di Foligno i quali rintracciavano il trentenne in città e lo conducevano presso il carcere di Spoleto.

L’anziana coppia poteva, così,  far rientro nella propria abitazione.

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