Cronaca

Cento anni fa il viaggio del fante che unì l'Italia, il Milite Ignoto sarà cittadino onorario di Perugia

Passa in consiglio comunale l'ordine del giorno del consigliere di Fratelli d'Italia Riccardo Mencaglia, che raccoglie la proposta del Gruppo delle medaglie d'oro al valor militare d'Italia

Il Milite Ignoto sarà presto cittadino onorario di Perugia. Nel Centenario (1921-2021) della traslazione del soldato che identifica tutti i militari caduti nel corso della Prima guerra mondiale e sepolto all'Altare della Patria, passa in consiglio comunale l'ordine del giorno del consigliere di Fratelli d'Italia Riccardo Mencaglia, che raccoglie la proposta del Gruppo delle Medaglie d'Oro al Valor Militare d'Italia, appoggiata da Anci, affinché tutte le municipalità italiane concedano la cittadinanza al soldato simbolo della Prima Guerra Mondiale.

"Medaglia d'oro al Valor militare, il Milite Ignoto con il suo coraggio è ancora oggi il simbolo di un'Italia che non si arrende, che continua a lottare, che non si piega alle difficoltà ma che va avanti guardando al futuro e al bene di tutta la Nazione" ha ricordato Mencaglia dopo la decisione in consiglio comunale.

Tra il 1918 e il 1921, quindi, si passa dall’aperto bellicismo, dall’esaltazione della guerra e della vittoria, al mito dei caduti; ad un ripiegamento interiore, vedendo la guerra non solo come completamento dell’Unità d’Italia, ma come una tragedia di tutti e il sacrificio dei morti non poteva considerarsi inutile. Madri e mogli ancora piangono i propri cari, caduti sui vari fronti. Tra queste molte non hanno neppure una tomba su cui posare un fiore. Caduti senza nome e corpi mai ritrovati erano, infatti, all’ordine del giorno tra le trincee e il filo spinato della prima linea. Per cercare di lenire il dolore di queste donne e, soprattutto, con l’idea di onorare le migliaia di caduti attraverso l’uso simbolico della salma di un solo combattente anonimo prese corpo in tutte le nazioni che avevano partecipato al conflitto.

In Italia la proposta fu lanciata dal colonnello Giulio Douhet il 24 agosto 1920. L’idea non piacque per nulla allo Stato Maggiore del Regio Esercito Italiano.

La commissione per la designazione del Milite ignoto è costituita da un generale e un colonnello, da un tenente mutilato e da un sergente decorati di medaglia d’oro, da un caporale maggiore e da un soldato semplice decorati di medaglia d’argento. La commissione parte dallo Stelvio per scegliere una salma per ciascuna delle zone di Rovereto, Dolomiti, Altipiani, Grappa, Montello, Basso Piave, Cadore, Gorizia, Basso Isonzo, San Michele e da Castagnevizza fino al mare.

Il Milite ignoto si mette in viaggio verso Roma passando per Venezia, Bologna, Firenze, Arezzo, Chiusi, Orvieto, Orte e attraversando la nazione tra due ali di gente inginocchiata.

Il 4 novembre quasi un milione di italiani segue il corteo lungo via Nazionale e fino a piazza Venezia. Qui si trovavano carabinieri, fanti e marinai schierati in quadrato, mentre 335 bandiere dei reggimenti attendono il Soldato. Alle dieci le campane suonano e il rombo dei cannoni da Monte Mario e dal Gianicolo accompagna il feretro sulla scalinata del Monumento.

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