rotate-mobile
Sabato, 18 Maggio 2024
Cronaca

Si ammala per le condizioni vissute nelle missioni all'estero, militare dovrà essere risarcito

Il Tribunale amministrativo regionale dell'Umbria ha riconosciuto la malattia professionale

Il Tribunale amministrativo regionale dell’Umbria ha riconosciuto la malattia professionale a un militare ammalatosi di leucemia dopo le missioni all’estero.

Il giudici amministrativi hanno accolto il ricorso del militare, difeso dall’avvocato Carlo Marchesini, contro il rifiuto del Ministero della Difesa e quello dell’Economia e delle finanze che avevano “rigettata l’istanza … tendente al riconoscimento della dipendenza da causa di servizio dell’infermità ‘Leucemia a cellule capellute in attuale remissione completa di malattia’ nella parte in cui la menomazione dell’integrità fisica derivante dalla suddetta infermità non era stata ascritta” alle tabelle ministeriali di malattia e negato il “riconoscimento della dipendenza della suddetta patologia da causa di servizio”.

I giudici amministrativi hanno riconosciuto che il militare aveva partecipato “a numerose missioni all’estero (Albania, Kosovo, Iraq, Libano), durante le quali lo stesso è stato esposto, senza essere munito di alcun dispositivo di protezione individuale (tute, mascherine e guanti), ad ambienti altamente inquinati da esalazioni e residui tossici derivati dalla combustione ed ossidazione dei metalli pesanti causate dall’impatto e dall’esplosione di munizioni all’uranio impoverito, cibandosi di alimenti e bevendo acqua reperiti in loco e pertanto verosimilmente contaminati, operando in condizioni di ipervigilanza e con il fisico debilitato da massicce e ravvicinate somministrazioni di vaccini e rimanendo esposto per lunghi periodi, durante la missione in Libano, alle onde elettromagnetiche dei sistemi di alterazione di frequenza jammer”.

Tutte circostanze che anche la giurisprudenza ormai ha acquisito (come la “Sindrome dei Balcani”), ricordando che “in presenza di circostanze quali quelle sopra riferite” il Comitato di verifica per le cause di servizio deve “attendere ad una più puntuale istruttoria tesa ad acclarare le effettive condizioni del servizio prestato (…) nei vari teatri e, quindi, motivare perché quelle specifiche condizioni, nonostante la loro oggettiva durezza e la loro potenziale pericolosità, non abbiano in concreto determinato (o, comunque, contribuito in maniera significativa a determinare) la patologia”.

Da qui la decisione di riconoscere “la dipendenza da causa di servizio dell’infermità” e mandando al Ministero per liquidare, “senza nuovamente passare per un nuovo parere del Comitato di verifica per le cause di servizio” i “benefici economici richiesti” dal militare “maggiorati degli interessi e della rivalutazione monetaria”.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Si ammala per le condizioni vissute nelle missioni all'estero, militare dovrà essere risarcito

PerugiaToday è in caricamento