Lunedì, 14 Giugno 2021
Cronaca

Lite con feriti al centro d'accoglienza, espulso un ospite: ma il Tar blocca tutto

Secondo i giudici amministrativi non è stata presa in considerazione la versione dell'uomo: si sarebbe solo difeso da un'aggressione

Il migrante non rispetta il regolamento del centro di accoglienza e si mostra violento verso gli altri ospiti, così il responsabile della struttura chiede alle istituzioni la revoca dell’accoglienza. Il Ministero dell’Interno, tramite la Prefettura di Perugia accoglie la richiesta e avvia le pratiche per l’espulsione; ma il Tribunale amministrativo regionale dell’Umbria blocca tutto: provvedimento eccessivo per un singolo episodio litigioso.

Il cittadino straniero, difeso dall'avvocato Barbara Romoli, ha fatto ricorso al Tar contro la decisione ministeriale di revoca dell’accoglienza con conseguente espulsione dopo che il responsabile della onlus che gestisce un centro di accoglienza di Perugia aveva chiesto “la revoca dell’accoglienza per tre migranti, tra cui il ..., in quanto gli stessi avevano manifestato più volte di non attenersi al regolamento della struttura di accoglienza aggredendo, arrecando notevoli tensioni tra gli altri utenti. Da ultimo hanno aggredito fisicamente altri utenti ospiti della stessa struttura, rendendo necessario l’accompagnamento al pronto soccorso per cure mediche”.

Lo straniero si è rivolto ai giudici amministrativi sostenendo di essersi attenuto “scrupolosamente alle regole comportamentali e di convivenza con gli altri ospiti della struttura stessa” e che l’episodio violento lo avrebbe visto vittima di “percosse” da parte di altri ospiti e che egli “si sarebbe limitato a difendersi e non ad offendere”.

Il Ministero dell’Interno si è costituito ribadendo che l’uomo avrebbe violato “le regole delle strutture in cui è accolto da parte del richiedente asilo, compreso il danneggiamento doloso di beni mobili o immobili, ovvero comportamenti gravemente violenti”.

I giudici amministrativi hanno ritenuto che “alla luce della documentazione versata in atti” il ricorso era “meritevole di accoglimento” in quanto la decisione di revoca dell’accoglienza sarebbe sproporzionata “in relazione alla rilevanza dell’unico episodio contestato dalla Prefettura, se confrontati con la radicalità della misura di revoca disposta”. Con conseguente annullamento dell’atto di revoca dell’accoglienza, con condanna del Ministero dell'Interno alla refusione delle spese di lite.

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