Oltre mezzo quintale di marijuana dalla Puglia per il mercato di Perugia: la banda resta in cercare

La difesa aveva avanzato la richiesta di scarcerazione o in subordino, una misura meno afflittiva per l'albanese e l'imprenditore edile pugliese, arrestati dopo aver scoperto un maxi carico di droga in macchina

Il tribunale del Riesame ha rigettato la richiesta di scarcerazione (o in subordine, una misura cautelare meno afflittiva) avanzata dagli avvocati difensori Mario Nannarone e Barbara Romoli per l'imprenditore edile pugliese e un cittadino albanese, arrestati il 30 dicembre 2016 nell'ambito di un'operazione della Mobile di Perugia in collaborazione con quella di Bologna, e che ha portato al sequestro di un maxo carico di marijuana (53 chili) nel parcheggio di un supermercato a Ponte Felcino.

Più di mezzo quintale di marijuana per il mercato di Perugia, blitz della Mobile: quattro arresti

In tutto furono arrestate 4 persone: un  presunto acquirente perugino-in realtà un pluripregiudicato albanese, con gravi precedenti penali in Puglia (per tratta di esseri umani, sfruttamento della prostituzione etc.), già condannato a 5 anni di reclusione per tali reati; il corriere, un pregiudicato di Fasano (Br), ed i “committenti”: due brindisini, padre e figlio ( il padre ha un passato nel mondo del contrabbando). Il figlio è stato scarcerato subito dopo l'udienza di convalida, mentre per gli altri tre indagati, continua la permanenza in carcere. 

La Mobile ritrovò l'ingente carico di droga sul sedile posteriore della macchina dell'uomo orignario di Fasano che secondo gli inquirenti aveva il ruolo del corriere. A bordo di un'altra macchina, padre e figlio anche loro pugliesi, erano arrivati nel parcheggio del supermercato poco prima dell'arrivo del carico di marijuana. Presente anche l'albanese, che poi salirà in macchina insieme al padre e al figlio. Il collegamento fra gli indagati, era emerso tra l'altro dai vari contatti telefonici avvenuti, nonchè scambi di sms. 

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Durante l'interrogatorio, l'imprenditore edile aveva dichiarato di non sapere la natura del carico e di aver effettuato una sorta di scorta per il trasporto. Incaricato dal corriere di Fasano allo scopo di scortarlo dietro un corrispettivo di 500 euro per le spese di viaggio 

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