Meteo perugino, i detti sul 4 aprile e la pioggia a primavera: “Quattro aprilante…”

Ma la pioggia del 4 di aprile era ritenuta di buon auspicio. Secondo l’adagio, se piove in questa giornata, pioverà per i quaranta giorni successivi

“Quattro aprilanti, quaranta dì duranti”, antico detto della meteorologia perugina… ma anche adagio riscontrabile nei vari dialetti dello Stivale.

La civiltà rurale era sempre attenta alle condizioni del tempo per una questione di semplice interesse produttivo. Se, infatti, pioveva poco, era un guaio. Ma anche se la piovosità era eccessiva, si rischiava il raccolto. Da qui la battuta “Chi nzàcchera nn’insacca”, ovvero “chi semina o pianta col terreno zuppo, non raccoglie”.

Ma la pioggia del 4 di aprile era ritenuta di buon auspicio. Secondo l’adagio, se piove in questa giornata, pioverà per i quaranta giorni successivi (vedi il disegno sul tempaccio del mitico Claudio Ferracci). Ma non c’è alcuna evidenza scientifica in tal senso: anzi, pare proprio che non sia così.

Comunque il detto rimbalza. Con la differenza che il perugino lo recita al singolare: “Quattro aprilante…”. Aprile deriverebbe dal verbo latino “aperire” (aprire) perché “apre” alla primavera, a fiori e piante, tutto vegeta e apre anche alla voglia di amoreggiare, preparando il cosiddetto “piantà maggio” che vale “fare all’amore” e perfino “inseminare”.

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C’è chi collega il detto sulla piovosità alla convinzione che il 1° di aprile sarebbe iniziato il diluvio universale: fatto più mitico che reale. Tanto che si vuole sia cominciato il 17, da cui la fama jettatoria del numero. Ma sono solo sciocchezze. Come quella che collega aprile al sonno: “Aprile, dolce dormire”. In realtà, generalmente, in aprile salgono le temperature e si può avvertire una dolce spossatezza. Ma non dimentichiamo che secondo un detto perugino rustico “Nn’aprile i somari arvònno nn’amore”, ossia l’onesto asino prova palpiti del cuore e fremiti d’amore. E questa è verità.

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