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Perugia ricorda Gerardo Gatti a un anno dalla morte: grande avvocato e grande uomo

Amici ed estimatori si ritrovano oggi alle 16, nella chiesa dell’istituto Fontenuovo di via Enrico dal Pozzo, per una messa di suffragio, celebrata nel nome e nella memoria dell’indimenticabile Geri

Perugia ricorda Gerardo Gatti: un grande avvocato, un grande uomo. Amici ed estimatori si ritrovano oggi alle 16, nella chiesa dell’istituto Fontenuovo di via Enrico dal Pozzo, per una messa di suffragio, celebrata nel nome e nella memoria dell’indimenticabile Geri. Diceva scherzosamente di sé: “Perché mai io, perugino nato in Pòr Sant’Angelo, sia stato battezzato con il nome di Gerardo… non è un mistero. Sono nato a guerra iniziata, il 31 ottobre 1940. Mio padre era militare in Libia e il compito di “segnarmi” all’Ufficio dello Stato civile fu delegato al mio avo materno, l’indimenticabile nonno Alfredo: il quale, memore di lunghi anni trascorsi lavorando per una grande impresa edile del meridione d’Italia, era rimasto colpito dalla figura e dal culto di San Gerardo Maiella. In famiglia mi hanno rivelato che, se fossi nato femmina, mi sarei dovuto chiamare Viviana (era da poco uscito il film “Via col vento”, la cui protagonista era Vivien Leigh). Sono contento sia andata così”.

Continua: “La nonna Caterina, che era aretina purosangue, da subito mi ha chiamato Geri… e così nella cerchia degli amici e dei parenti sono tuttora chiamato. Geri, non Gerri, Gerry, o Jerry. Non era ancora noto Jerry Lewis, non lo erano i francesi Gerard Philippe o Gerard Depardieu, e nemmeno il pilota della Formula uno, Gerhard Berger”. Questo scriveva col suo ben noto senso dell’umorismo e dell’autoironia. Sono troppo note le tappe della sua esperienza professionale: cresciuto alla “bottega” di Vincenzo Parlavecchio (“mi toccò – diceva – distruggere i fascicoli del Gorino”), fu insigne giurista, avvocato di grido, docente, pretore onorario, presidente dell’Associazione giuridica umbra, membro di spicco della Famiglia perugina dell’avvocato Dante Magnini, amico dell’Accademia del Dónca e di tutto quanto sapesse di convinta e sorniona peruginità. L’8 ottobre 2015 gli è stata intitolata la Scuola Forense, istituita dal Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Perugia.

Ha scritto di diritto e di poesia, del buon mangiare e del buon bere, di amore e di amicizia. Gerardo manca tanto non solo alla moglie e agli amatissimi figli Francesco e Margherita, che ne hanno seguito la vocazione professionale. Manca a Perugia e ai Perugini. Che non lo dimenticheranno. Per la sua capacità di vivere la vita con immensa generosità e straordinaria leggerezza. Sino alla fine.

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