menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

Mafia e droga in Umbria: un giro d'affari da 90milioni all'anno, sull'eroina record italiano

I dati emergono al convegno “Mafia e droga, allarme in Umbria”, organizzato alla Sala dei Notari di Perugia e promosso dal presidente della Commissione d'inchiesta regionale sui fenomeni di criminalità e tossicodipendenze, Paolo Brutt

Il mercato della droga in Umbria può contare su un giro di affari all'anno di 90 milioni di euro, di questi 34 milioni derivano dalla vendita dell'eroina una droga tornata molto di moda proprio ai tempi della grande crisi economica anche per il suo costo relativamente basso rispetto agli stupefacenti pesanti. I dati sono stati ribaditi da Fabrizio Ricci dell'Osservatorio regionale anti-mafia e tossicodipendenze autore del dossier la droga in Umbria. Il giornalista, aderente a Libera, ha analizzato il fenomeno al convegno “Mafia e droga, allarme in Umbria”,  organizzato alla Sala dei Notari di Perugia e promosso dal presidente della Commissione d'inchiesta regionale sui fenomeni di criminalità e tossicodipendenze, Paolo Brutti, in collaborazione con l'Ufficio scolastico regionale. Presente anche il Presidente della Commissione Antimafia Rosy Bindi. 

“Il mondo della droga – ha detto Ricci - va visto come fenomeno di filiera che attraversa varie fasi: parte dall'investimento, poi l'importazione, quindi lo spaccio, il riciclaggio, il reinvestimento ed infine il radicamento delle organizzazioni criminali che prendono possesso di una parte del territorio. In questo la 'ndrangheta è indubbiamente tra i soggetti più potenti. Il mercato della droga in Umbria vale 90 milioni di euro ogni anno sui 750 milioni a livello nazionale ed in modo generico è sotto la media nazionale, ma nello specifico dell'eroina, che conta un giro di 34 milioni di euro, la nostra regione è oltre la media nazionale. In Umbria, il livello di organizzazione dello spaccio è più alto rispetto alle altre regioni italiane". 

Nel dossier emerge ancora una volta il triste primato delle morti per overdose: "Il problema più doloroso - ha concluso Ricci - da affrontare riguarda le morti per overdose. Dal 1996 al 2012 si sono verificati 25 decessi ogni anno, senza contare i numerosi casi in cui si è riusciti ad intervenire in tempo per salvare il soggetto. L'Umbria non si può considerare un corpo estraneo rispetto alla realtà del centro nord dove la 'ndrangheta, nel corso degli anni, si è radicata. In molti territori è stata organizzata la stessa struttura esistente in Calabria. Per quanto riguarda le sostante stupefacenti è Napoli la meta per il rifornimento. Si sta verificando anche in Umbria l'inquinamento dell'economia e l'hotel 'Gomorra' (caso 'Apogeo' di Ponte San Giovanni) ne è la dimostrazione. È ormai dimostrato che quello del narcotraffico e quello legato alle organizzazioni criminali sono fenomeni particolarmente collegati”.

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Attualità

Umbria, sanità in lutto: è morto il dottor Giulio Tazza

Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

PerugiaToday è in caricamento