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ESCLUSIVO Visita al cantiere del Mercato Coperto: lavori a pieno ritmo per la rinascita

In questo momento si sta smantellando il cosiddetto "teatro", che, in anni a noi vicini, fu pomposamente presentato, ma il cui utilizzo fu colpevolmente limitatissimo. Soldi sprecati, come spesso accade...

Procedono a pieno ritmo i lavori per lo smantellamento del Mercato Coperto, un immobile il cui risanamento e recupero era indifferibile. “Risanarlo o demolirlo: tertium non datur”, osserva il progettista e direttore dei lavori, ingegner Marco Eugeni.

La demolizione è un’opera impegnativa perché quando, nel 1930, podestà Giovanni Buitoni, il fascismo ne decise l’edificazione, utilizzò mano d’opera e cemento per realizzarlo come si doveva. Insomma: non lesinarono attenzioni, rigore progettuale e materie prime, in quanto si trattava di un’opera in cui il regime doveva dimostrare tutte le sue potenzialità.

In questo momento si sta smantellando il cosiddetto “teatro”, che, in anni a noi vicini, fu pomposamente presentato, ma il cui utilizzo fu colpevolmente limitatissimo. Soldi sprecati, come spesso accade. Si lavora anche al piano inferiore, così come sulla terrazza: i brutti box sono stati abbattuti e le porte giacciono accatastate.

“Intanto – dice Eugeni – ci adoperiamo per demolire e togliere di mezzo i materiali di risulta. Poi metteremo mano al risanamento dei pilastri in cemento armato, sostanzialmente integri”. “Consegneremo al privato che risulterà vincitore della gara, e che si assumerà vantaggi e oneri dal suo utilizzo, la “scatola”, all’interno della quale chi di dovere deciderà la divisione e l’utilizzo degli
spazi interni.

La copertura, in parte già apribile, sarà tutta in plexiglas trasparente e mobile: un prodigio di estetica e funzionalità”. “Naturalmente, verranno sostituiti gli infissi, ormai superati, e predisporremo l’impiantistica di base”.

Il terrazzo verrà sempre destinato ad attività mercatali. Verrà coperto all’intorno, con una specie di galleria (come era anch’oggi), per consentire di usufruirne al meglio, anche col maltempo. Il versante che dà su via XIV Settembre (ex Officina elettrica, oggi tribunale) sarà circondato da lastre di cristallo, per proteggere le persone dal vento che quassù picchia forte.

Le macerie sono una massa imponente di ferro e cemento, sassi e detriti. Il grosso è fatto ma, per completare la demolizione, ci sarà da lavorare ancora per un paio di mesi.

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