Menenti scarcerato, l'allarme degli assistenti giudiziari: "Senza personale di cancelleria accadrà ancora"

La protesta dei vincitori del concorso per entrare negli uffici giudiziari: "Gradatoria ferma e personale ridotto. Andiamo verso il blocco dell'attività dei tribunali"

Riccardo Menenti, condannato per l’omicidio di Alessandro Polizzi e scarcerato per decorrenza dei termini di giustizia in quanto i fascicoli processuali non sono stati trasmessi dalla Corte d’appello di Firenze ai giudici della Cassazione è un evento che non sarebbe ‘più’ dovuti accadere.

In molti possono ricordare, infatti, il "dramma Leo" a Torino, noto anche come, 'caso Murazzi'. Protagonista Said Mechaquat, su cui pendeva l’esecuzione di una pena definitiva rilasciato pochi mesi prima di commettere quel reato. Il gesto estremo si sarebbe potuto evitare senza quella sua scarcerazione, avvenuta dopo che il fascicolo contenente la sentenza di condanna definitiva era rimasta giacente per nove mesi negli uffici della cancelleria, passata in giudicato, non fu trasmesso in Procura. L'ordine d'ufficio era quello di dare precedenza alle condanne sopra i 3 anni.

“Mentre oggi il Paese combatte la sua battaglia per la ‘giustizia giusta’, mentre si continua a morire o si permette ad assassini di essere scarcerati, per ‘mala giustizia’ , si dibatte parimenti su temi quali la, prescrizione, la riforma, della, Giustizia. Ma alla luce di tali eventi come si può far a meno di pensare che ‘quando la giustizia sarà riformata sarà sempre troppo tardi?’ - scrive il Gruppo scorrimento graduatoria Idonei assistenti giudiziari, nato con l'obiettivo di denunciare l'assillante carenza di personale amministrativo nel comparto giustizia e di fornire soluzioni attuabili- Il problema della, lentezza procedurale, passaggio, e lavorazione di fascicoli processuali nei tempi previsti e la cronica carenza di personale amministrativo, negli uffici giudiziari, molto probabilmente,, hanno caratterizzato in negativo e contribuito al concretizzarsi degli eventi drammatici sia a Torino che a Firenze. L'allarmante e delicata situazione ravvisabile in molti tribunali , corti d'appello e procure, a nostro avviso, è una 'mancanza' che deve essere sanata in tempi brevissimi e con l'intervento diretto da parte delle varie forze politiche”.

Il gruppo intende far conoscere “lo stato attuale delle assunzioni e parimenti della mancanza di organico. Il nostro sistema giustizia, imprescindibilmente, costituisce il fulcro fondamentale sul quale si, regge l’intera società civile, il quale deve esser però ‘messo’ in condizione di poter essere efficiente – si legge nella nota - Ne consegue che, laddove gli intenti del ministero sono, quelli dell'attuazione di importanti riforme, come quella sul ‘processo civile/penale’, occorre ricordarsi e ricordare che tra i primi requisiti di cui ha necessariamente bisogno, si impongono il continuo ricambio ed apporto di personale amministrativo, donne e uomini, e la presenza costante di un organico nei Tribunali, Corti d'appello, Procure e Cassazione, che gli consenta e gli garantisca di mantenere costantemente un livello di efficienza sotto il profilo della 'performance' in tutti gli uffici ed i distretti giudiziari e di renderlo più elastico e capace di garantire procedimenti sicuri ed al contempo veloci. A beneficio dell'intera comunità”.

Il piano di assunzioni di personale giudiziario, invece, procede a rilento e non basta a coprire le carenze: 8.000 nuovi ingressi, da implementarsi nel triennio a venire, a fronte di 9.000 posti lasciati vuoti da pensionamenti e carenze strutturali del sistema.

“Lo scorrimento totale della nostra graduatoria - scaturita a seguito del concorso, il primo dopo venti anni, bandito nel 2016 dal Ministero della Giustizia per 800 posti per il profilo di assistente giudiziario e costato ai contribuenti italiani ben 4 milioni e mezzo di euro - pur essendo stato integralmente finanziato, procede al rallentatore perché si sta seguendo il principio di assumere secondo il concetto della dotazione organica, ormai in verità superato dalla ‘riforma Madia’, che introduce il criterio del fabbisogno – scrivono i rappresentanti del gruppo - Sarebbe sufficiente procedere alle rimodulazioni delle piante organiche in base al fabbisogno degli uffici giudiziari e in coerenza con il Piano triennale di fabbisogno del personale 2019 - 2021 aumentando così il numero di unità dei profili strategici, come appunto quello dell'assistente giudiziario, che può affiancare il giudice in udienza ed è qualificato alla gestione delle procedure informatizzate di nuova generazione, come il processo civile telematico”.

Secondo quanto dichiarato dal ministro Bonafede, invece, si andranno a coprire solo le cessazioni che ci saranno in futuro, assunzioni solo per assistente giudiziario nel prossimo autunno, a fronte di una vera e propria emorragia, anche per effetto di quota 100 e dei numerosi pensionamenti.

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“Lanciamo pertanto un, appello ai gruppi parlamentari e alle forze politiche, affinché si facciano promotori di un, emendamento, già redatto, volto ad assumere in, soprannumero, gli, idonei, assistenti, giudiziari rimasti in graduatoria, nel tentativo di porre un freno all'emorragia che si avrà nei prossimi mesi per effetto delle cessazioni in tutto il dipartimento, laddove l'amministrazione non potrà provvedere ad assunzioni a esito dei concorsi banditi o da bandire prima del prossimo autunno – si legge ancora nella nota - Registriamo, inoltre, come la Legge di Bilancio 2020 appena approvata alla Camera vada a penalizzare inspiegabilmente le graduatorie approvate nell'ultimo triennio 2017, riducendone illegittimamente la validità al di sotto del triennio. La graduatoria in oggetto rischierebbe così di scadere anzitempo, il 30 settembre 2020, con il pericolo di lasciare paradossalmente fuori idonei non assunti, in spregio alla precedente proroga fissata al 31 marzo 2021 fissata dalla Legge di Bilancio 2019”.

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