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Figlio illegittimo o prematuro? Gentile da Foligno e quel parere scientifico del Medioevo che apre alla medicina legale

Il giurista Cino da Pistoia, maestro di Bartolo da Sassoferrato, chiede al medico umbro un parere scientifico su un caso giudiziario nel XIV secolo

Un marito contesta la legittimità del figlio nato al settimo mese e accusa la moglie di averlo tradito con il fratello. Un caso giudiziario che per la prima volta attesta il tentativo di unire la giurisprudenza con la ricerca scientifica, il diritto e la medicina legale. Ed è anche un primo caso in stile “Csi” risolto da un medico umbro nel XIV secolo.

A richiedere il parere medico e scientifico è Cino da Pistoia, amico di Dante Alighieri e Francesco Petrarca, nonché maestro di Bartolo da Sassoferrato (uno dei più illustri docenti dell’Università di Perugia). Anche Gentile da Foligno ha insegnato a Perugia. Figlio di Gentile de’ Gentili da Foligno, medico a Bologna, nasce nella seconda metà del secolo XIII da una famiglia nobile della città umbra. Studia medicina sotto Taddeo Fiorentino ed insegna la stessa materia a Perugia nel 1325, per poi trasferirsi a Padova, dai Da Carrara, come medico personale. Muore durante la grande peste del 1348. Ha lasciato un commentario ai canones di Avicenna, un manoscritto di consigli e alcuni trattati sulla febbre.

Cino da Pistoia, quindi, incaricato di risolvere la questione, scrive al medico di Foligno tra il 1326 e il 1334, chiedendo in quale momento inizia la vitalità del feto, visto che le fonti giuridiche esistenti facevano tutte riferimento alla “Lex septimo mense”, collegandosi all’autorità d’Ippocrate. Messa così, la questione, era già risolta: figlio legittimo senza riserve. Cino da Pistoia, però, vuole essere sicuro e chiama in causa Gentile da Foligno, uno specialista.

Gentile, in quel periodo è a Perugia. E risponde a Cino da Pistoia: l’opinione di Ippocrate è valida e a quella bisogna attenersi, ma da bravo medico bisogna prendere in considerazione anche le date del matrimonio, la presenza del marito in casa. E solo se tutti i dati combaciano riconoscere la legittimità del figlio.

La vicenda è stata descritta qui.

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