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Domenica, 26 Giugno 2022
Cronaca

Muore dopo un'operazione alle tonsille, cinque medici sotto accusa: "Omicidio colposo"

L'uomo, un architetto viterbese di 48 anni, è morto il 16 luglio del 2015 dopo essere stato sottoposto a un intervento chirurgico. Il paziente fu coinvolto in una cena "goliardica" la sera prima dell'operazione

Cinque medici dell'ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia sotto accusa per omicidio colposo nei confronti di un paziente morto a 48 anni a seguito di uno shock emorragico dopo essere stato sottoposto a un intervento alle tonsille. Una vicenda, rimbalzata sulle cronache cittadine per via di una cena "goliardica" con coinvolto lo stesso paziente, amico del chirurgo, invitato la sera prima di essere sottoposto all'operazione alle tonsille e ai tessuti molli del palato. Gino Pucciarelli, deceduto  il 16 luglio 2015 per complicanze emorragiche, era stato operato al policlinico di Perugia il 3 luglio 2015 e sottoposto ad un intervento chirurgico di turbino-settoplastica, tonsillectomia e uvuloplastica. Dopo le dimissioni in data 11 luglio era stato ricoverato nuovamente per per la revisione della ferita.

Questa mattina, la vicenda che vede coinvolti cinque imputati - difesi dagli avvocati Gianni Spina, Carlo Pacelli e Maria Bruna Pesci, è comparsa dinanzi al gup Lidia Brutti: due professionisti hanno scelto di essere giudicati con rito abbreviato condizionato all'audizione dei consulenti della difesa, mentre i restanti procederanno con rito ordinario dopo che il pm Gemma Miliani ha chiesto il rinvio a giudizio per tutti e cinque. La prossima udienza è stata fissata al 30 gennaio 2017 per la decisione del giudice.

Secondo l'impianto accusatorio della Procura, ci sarebbe stata una condotta negligente e imprudente nei confronti del paziente viterbese Gino Pucciarelli:  il sostituto procuratore Gemma Miliani contesta al medico che l'avrebbe invitato a cena anche di aver organizzato la sua uscita dal reparto dove era ricoverato e nonostante le prescrizioni preoperatorie del digiuno.  Ma non è solo la famigerata cena alla base delle negligenze constestate ai medici, nel fascicolo vengono contestate a vario titolo anche alcune omissioni nella valutazione della pressione arteriosa del paziente. 

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