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Domenica, 14 Aprile 2024
Cronaca

Sigarette, carburante e alcolici: anche a Perugia operava il network del contrabbando

Operazione della Guardia di finanza di Trento: danno all'Erario per quasi 30 milioni di euro

Un network dedicato al contrabbando di sigarette, di alcoli e di carburante. L’interconnessione di cinque gruppi criminali di nazionalità italiana, rumena, moldava, ucraina greca e maltese, con importanti ramificazioni in Slovenia, Germania, Belgio, Inghilterra, Olanda, Polonia, Francia, Bulgaria e Grecia, Paesi da e verso i quali veniva esportata la merce di contrabbando. È quanto portato alla luce dell’’operazione Melita della Guardia di finanza  di Trento che tocca anche l’Umbria, in particolare Perugia. Sono 28 i destinatari dell’ordinanza di custodia cautelare per altrettanti soggetti ricercati nelle province di Bari, Roma, Trieste, Latina, Napoli, Campobasso, Caserta, Perugia, Lecce, La Spezia, Massa Carrara, Isernia, Alessandria, Treviso e Venezia, in Croazia, Belgio, Moldavia, Inghilterra, Germania e Bulgaria. Le catture eseguite in queste ore - disposte nei confronti dei soggetti che, nel corso delle attività, sarebbero stati individuati come principali responsabili del network dedito all’acquisto, stoccaggio e commercializzazione di ingenti partite di prodotti di contrabbando - si vanno ad aggiungere ai due arresti in flagranza di reato già effettuati nel corso delle indagini.

Le investigazioni sono state avviate d’iniziativa nel 2018 a seguito del monitoraggio di alcuni autoarticolati al valico del Brennero.

Accertando doppi fondi e carichi di copertura, nonché ricorrendo ad intercettazioni telefoniche, telematiche e ambientali, è stato possibile ricostruire un fiorente traffico illecito di prodotti di contrabbando provenienti da numerosi Paesi europei (in particolare Slovenia e Germania) trasportati a bordo di autoarticolati, pullman, furgoni e anche singole autovetture spesso dotati vani nascosti o accompagnati da carichi di merce di copertura, che giungevano in Italia anche dai valichi di Prato La Drava, Tarvisio e Trieste oltre che dal Brennero.

Tra i vari sistemi utilizzati per il contrabbando, sono state individuate spedizioni di prodotti energetici, via terra o via mare, in camion o container, con l’utilizzo di carichi di copertura o di mezzi dotati di doppifondi artatamente ricavati, scortati da fittizia documentazione predisposta ad hoc. Oppure, le sigarette che viaggiavano in Italia con documentazione apparentemente regolare, che ne attesta la destinazione a Paesi dell’area extracomunitaria e che poi venivano successivamente immesse illecitamente in consumo sul territorio nazionale attraverso il “falso” appuramento dei documenti T1 (documento di transito comunitario delle merci, destinate extra Ue che viaggiano in sospensione d’imposta) e la predisposizione di altrettanto false dichiarazioni di esportazione. Allo stesso modo, sarebbero stati aperti depositi fiscali dove stoccare fittiziamente carichi di alcolici, in sospensione d’imposta, provenienti da fornitori Ue e destinati in realtà al mercato clandestino europeo.

Tra le altre cose, è emerso anche il coinvolgimento di una distilleria con sede in Trentino che ha tentato di contrabbandare un ingente quantitativo di prodotti alcolici in evasione dei diritti doganali, tramite il

All’esito delle indagini, sono state segnalate 115 persone (di nazionalità italiana, rumena, moldava, ucraina greca, maltese), fra i quali i 28 odierni arrestati, indiziati a vario titolo - tra le altre cose - di associazione a delinquere finalizzata al contrabbando di tabacchi lavorati esteri, sottrazione all'accertamento o al pagamento dell'accisa sui prodotti energetici e sulle bevande alcoliche, il tutto con l’aggravante del reato transnazionale. Fra questi, n. 05 indagati sono stati, altresì, segnalati alle competenti Procure della Repubblica quali indebiti richiedenti e percettori del reddito di cittadinanza.

I finanzieri trentini hanno anche ricostruito l’ammontare dei tributi evasi (accise, diritti doganali e altre imposte dovute) pari a 27.268.161,36 milioni, nonché l’avvenuta immissione in consumo di ulteriori 160 tonnellate di tabacchi lavorati esteri e di oltre 16 milioni di litri di prodotti alcolici.

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