Cronaca

Torna da una vacanza all'estero e arriva la stangata: bolletta pazza del telefono da 11mila euro

Si preannuncia battaglia tra la compagnia telefonica e il cliente, un commerciante da anni residente a Perugia

Maxi bolletta telefonica da quasi 12mila euro. Brutto rientro dalla vacanza per un commerciante, da anni residente a Perugia, che una volta tornato in Italia dopo qualche giorno all'estero si è visto recapitare una fattura piuttosto cara di ben 11.128 euro, comprensivi della fornitura del servizio di utenza telefonica e degli interessi maturati. Ora in piedi c'è un contenzioso tra una nota compagnia telefonica - che chiede il pagamento della somma - e l'utente, che nonostante ha omesso per dissatenzione di disattivare dal proprio smartphone la funzione "roaming dati" durante il suo soggiorno all'estero, contesta l'addebito che gli è stato chiesto di pagare.

Tutto ha inizio del 2016, l'uomo, stupito e sorpreso da una bolletta così elevata, decide di rivolgersi al proprio legale di fiducia, in quanto la compagnia telefonica - tramite i propri avvocati - aveva intimato il pagamento dell'intero importo salvo riservarsi di agire giudizialmente per il recupero coattivo del credito. Tutto questo, con conseguenti e ulteriori aggravi di costo per il cliente. 

Il legale dell'uomo, l'avvocato Salvatore Cavuoti del foro di Perugia, indirizza così una missiva ai colleghi che tutelano gli interessi dell'azienda, spiegando che nonostante la sua disattezione (cioè quella di non aver disattivato il roaming dati) "i costi abnormi addebitati non sarebbero in alcun modo parametrabili ai servizi di cui l'abbonato avrebbe effettivamente usufruito, a fronte peraltro di un contratto con piano tarriffario flat (ovvero un abbonamento a prezzo fisso, ndr)". La maxi bolletta sarebbe stata dunque la conseguenza- sostiene il legale - di un errore in cui lo stesso sarebbe evidentemente incorso nella gestione del proprio cellulare". 

Di parere avverso è la compagnia, che dopo due anni torna alla carica "minacciando" decreto ingiuntivo qualora non salderà i 11.128 euro dovuti per i servizi usufruiti. Soldi questi, che secondo il legale del cliente perugino "sarebbero in palese violazione dei principi di trasparenza tariffaria così come enunciati in primis dalla normativa comunitaria (Regolamento sul roaming internazionale) e quindi, a livello nazionale, dall'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni e dalla normativa generale in tema di contratti del consumatore". Secondo il legale "il gestore telefonico avrebbe omesso di rendere compiutamente informato il cliente di una tale sovrafatturazione e l'entità della stessa al momento dell'erogazione del servizio, violando i principi di buona fede e correttezza". 

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