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Il Presidente Mattarella inaugura la caserma “alla memoria” Valerio Gildoni

Il nuovo comando, ubicato nel centro del capoluogo umbro in corso Giuseppe Garibaldi 187, alle dirette dipendenze del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, sarà attivo dal 1 aprile e avrà competenza sull’intera Regione Umbria

Un momento solenne, ma anche di commozione l'intitolazione della caserma al Colonnello M.O.V.M. “alla memoria” Valerio Gildoni. L’Ufficiale dell’Arma, originario di Città di Castello (PG), fu ucciso a Vicenza nel luglio del 2009 mentre tentava di riportare alla calma un uomo armato di fucile e in stato di alterazione psicofisica che si era barricato in casa. A rendere questo momento storico e indimenticabile la presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella

Il nuovo comando, ubicato nel centro del capoluogo umbro in corso Giuseppe Garibaldi 187, alle dirette dipendenze del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, sarà attivo dal 1 aprile e avrà competenza sull’intera Regione Umbria con compiti di prevenzione e repressione degli illeciti per la tutela e la salvaguardia del patrimonio artistico, storico e culturale. Nasce così il primo reparto specializzatio dell'Umbria che svolgerà su direttiva del Ministro e d’intesa con gli organi centrali e periferici del Dicastero, funzioni concernenti la sicurezza del patrimonio culturale e l’acquisizione di notizie atte a far promuovere le iniziative necessarie per la protezione del patrimonio storico, artistico e dei beni culturali; attività di prevenzione e repressione per quanto attiene alla tutela ed alla salvaguardia del patrimonio storico, artistico e culturale, nonché al recupero dei beni culturali, del materiale scientifico e didattico inerente ai beni stessi.

Cenni storici sul comando - Le origini del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale risalgono al 3 maggio 1969, allorché il Comando Generale dell’Arma, sulla base di una lungimirante intuizione del Capo di Stato Maggiore pro-tempore, Gen. Arnaldo Ferrara, determinò di costituire, presso il Ministero della Pubblica Istruzione e d’intesa con questo, il Nucleo Tutela Patrimonio Artistico. L’intendimento era quello di fronteggiare, con efficacia di strumenti ed interventi mirati, l’allarmante fenomeno della depauperazione del più grande museo al mondo: l’Italia.  La sede prescelta fu lo storico Palazzetto ideato dall’architetto Filippo Raguzzini, vivace espressione dell’architettura tardo-barocca nella storica e suggestiva Piazza di Sant’Ignazio, assai cara al cuore dei romani ed importante meta del turismo culturale. Oggi si può ben affermare che, nell’immaginario, il reparto è romanticamente identificato dalla pubblica opinione con la sua stessa prestigiosa sede.

L’Italia fu così la prima Nazione al mondo a dotarsi di un organismo di polizia specializzato nello specifico settore, anticipando peraltro di un anno la raccomandazione della Conferenza Generale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura (UNESCO), che, da Parigi, indicava agli Stati aderenti l’opportunità di adottare varie misure volte a impedire l’acquisizione di beni illecitamente esportati e favorire il recupero di quelli trafugati, tra cui la costituzione di servizi a ciò preposti.

Anche a seguito dei rilevanti risultati conseguiti, il 20 settembre 1971 il Comando Generale dell’Arma stabiliva l’elevazione del reparto al rango di Comando di Corpo, retto da Colonnello, con alle dipendenze il preesistente Nucleo Tutela Patrimonio Artistico.
Quest’ultimo, negli anni successivi, allo scopo di delineare un modello organizzativo più rispondente alle aumentate esigenze di contrasto nel particolare comparto criminale, veniva riconfigurato in Reparto Operativo, articolato nelle Sezioni Archeologia, Antiquariato, Falsificazione ed Arte Contemporanea: Con Decreto del Ministro per i Beni Culturali e Ambientali del 5 marzo 1992, era formalmente sancita la collocazione del Comando nell’ambito del Dicastero, così come ne venivano formalizzati funzioni e compiti, con la nuova denominazione di Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Artistico, che sarà mantenuta sino all’emanazione del D.P.R. 6 luglio 2001, nr. 307.

Con tale provvedimento, infine, il Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale (nuova e attuale denominazione) è stato inserito tra gli Uffici di diretta collaborazione del Ministro per i Beni e le Attività Culturali, al quale risponde funzionalmente.  Ai sensi del Decreto del Ministro dell’Interno del 28 aprile 2006, il Comando Carabinieri per la Tutela Patrimonio Culturale, in quanto struttura specializzata dell’Arma dei Carabinieri, anche attraverso gli attuali 15 Nuclei distribuiti sul territorio nazionale, alla quale è affidata in via prevalente e prioritaria la competenza nello specifico comparto di specialità (come già previsto in analogo D.M. sin dal 1992), ha ora anche formalmente assunto, nel settore, la funzione di polo di gravitazione informativa e di analisi a favore di tutte le Forze di Polizia, con particolare riferimento all’alimentazione della banca dati specializzata e dunque oggi come in passato il Comando opera sul territorio nazionale d'intesa con tutte le componenti dell'Arma dei Carabinieri, con le altre Forze dell'Ordine ed in sinergia con le Soprintendenze e svolge la propria attività in campo internazionale tramite INTERPOL secondo le convenzioni. 

A seguito della nascita dei cosiddetti Caschi Blu della Cultura il Comando Tutela Patrimonio Culturale è responsabile inoltre dell’approntamento, all’emergenza, della task force Carabinieri “Unite4Heritage”, deputata a svolgere interventi a tutela dei beni storico-artistici, sia sul territorio nazionale (in caso di disastri), sia in ambito internazionale (in caso di calamità naturali, conflitti armati o crisi) nel quadro delle azioni promosse dall’UNESCO, a integrazione del team nazionale di esperti selezionati dal Ministero dei Beni e della Attività Culturali e del Turismo e del Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, specialisti nei settori dell’archeologia, della storia dell’arte, dell’informatica, dell’ingegneria e della geologia applicate ai beni culturali.

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