Si inviano per posta la marijuana per un festino: droga intercettata, due studenti nei guai

I due ragazzi, incensurati, sono finiti a processo. Oggi il giudice li ha assolti per la tenuità del fatto. Ecco tutta la vicenda

Un pacco fatto recapitare dal Canada all'indirizzo di una casa disabitata in provincia di Perugia e contenente marijuana. Il tutto, per poterla consumare tra amici nel corso di una festa che da lì a poco sarebbe stata organizzata. Ma per due giovanissimi, all'epoca dei fatti appena 18enni, si sono aperte le porte del tribunale di Perugia con l'accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Ma andiamo con ordine.

Siamo nel 2014, in provincia di Perugia. Un pacco indirizzato a una casa disabitata di proprietà della famiglia di un giovane, (completamente estraneo ai fatti)  viene sottoposto a sequestro dai carabinieri: nascosto all'interno di una bustina di polietilene, ci sono infatti 28 grammi circa di marjiuana con un principio attivo del 13.8%, pari a 3.88 grammi di Tch puro. Ma sulla busta, oltre all'indirizzo, c'è anche un numero di telefono in uso a uno dei giovani imputati. Lui sarebbe stato deputato alla raccolta soldi per l'acquisto della marijuana, mentre l'amico sarebbe stato colui che avrebbe avuto i contatti per farla spedire.

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Un fatto che - seppur di lieve entità - ha fatto aprire un fasciolo a carico del giovane e del suo compagno di scuola, che avevano deciso di acquistare la sostanza dal Canada per poterla consumare insieme ad altri amici in occasione di una festa. Dopo il decreto di citazione a giudizio a carico dei due e l'avvio del processo penale, oggi il giudice Cavedoni li ha assolti entrambi per la "particolare tenuità del fatto" (ai sensi dell'art 131bis cp) accogliendo così la tesi difensiva dei legali Delfo Berretti e Massimo Perari, sottolineando la condotta irreprensibile dei due giovani prima dell'episodio "trasgressivo" che li ha condotti a processo. 

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