Sale la tensione tra i dipendenti Gesenu: "Via il Cda: casse vuote ma aumentano i dirigenti"

Prima manifestazione di alcuni dipendenti della Gesenu - in quota Cisl - contro gli amministratori che avrebbe portato, a loro dire, l'azienda verso il dissesto tanto da non poter pagare alcune spettanze ai lavoratori. Ecco tutti gli attacchi

Senza tanti giri di parole: per la prima volta è stata chiesta la testa - amministrativamente parlando - del Cda (nominato dalla politica in particolare dal Palazzo Comunale) della Gesenu. Non lo ha chiesto l'opposizione di Palazzo dei Priori. Non lo hanno chiesto i comitati "inceneritore zero". Lo ha fatto uno dei sindacati più rappresentativi dell'azienda perugina addetta allo smaltimento dei rifiuti: la Cisl. La protesta, con tanto di audizione al Consiglio comunale tramite una delegazione, è stata supportata da una cinquantina di operatori della Gesenu che hanno sfidato la pioggia di queste ore.

L'attacco è forte contro i vertici del Cda considerati colpevoli di una crisi che va al di là di quella generale di matrice internazionale. E i lavoratori lo hanno detto chiaramente, cosapevoli anche di non aver ricevuto la produttività a marzo per via di casse vuote. "Al Comune chiediamo di intervenire nei confronti della Gesenu esigendo un servizio puntuale in linea con il costo sostenuto dai cittadini. Ma è necessario anche accertare le responsabilità di questa situazione finanziaria che mai si è verificata in 30 anni": chiaro il messaggio della Cisl in chiave di responsabilità e di richiesta di un cambio sul modello di Umbria Mobilità dove è stato azzerato il vecchio Cda. "La grave situazione finanziaria in cui si trova Gesenu non è per i mancati pagamenti degli appalti siciliani, ma per la mancanza di un progetto dell'attuale gestione. E a causa dei loro sbaglia non è giusto che paghino cittadini e lavoratori".

E ancora: "Mentre i dipendenti non prendono i soldi previsti dal contratto nazionale e il servizio non è all'altezza dei costi a carico del cittadino per via della mancanza di un piano industriale e di una pianta organica adeguata - non certo per colpa dei dipendenti -, a dispetto di tale situazione l'azienda continua ad aumentare i dirigenti, assumere quadri, e permettere lo scriteriato incremento di aziende consociate, di cui non si comprende l'utilità": ha concluso il sindacato che parla chiaramente di una totale debacle degli amministratori Gesenu. "Chiediamo di accertare le responsabilità e cambiare rotta nell'azienda per garantire i nostri diritti ma anche quelli dei cittadini ad avere un servizio pubblico garantito e di qualità". Ora spetta al Comune prendere delle decisioni oppure lasciare inalterato l'assetto attuale.

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