Giovedì, 18 Luglio 2024
Cronaca

Normali e continui litigi tra coniugi: assolto marito accusato di maltrattamenti

Dal dibattimento è emerso che si sarebbe verificato un solo episodio di violenze, reciproche, dopo l'ennesimo litigio

Gli episodi di maltrattamenti in famiglia, quando sono sporadici e reciproci, non costituiscono reato. E se nel corso del tempo i due coniugi, divenuti ex, hanno dimostrato di saper tenere un comportamento corretto per il sano sviluppo dei figli, allora scatta anche l’assoluzione.

L’imputato, difeso dagli avvocati Luigi Costa e Giuseppe Ferraro, era accusato di aver maltrattato la “compagna convivente, nonché il figlio minore di questa avuto da una precedente relazione e la madre della persona offesa, anche alla presenza del figlio minore della coppia, ingiuriando, percuotendo, minacciando, sottoponendo la compagna a vessazioni fisiche e psicologiche” che avevano provocato uno stato di prostrazione e avvilimento.

Secondo l’accusa l’uomo avrebbe anche aggredito spesso il figlio della donna, “mantenendo nei suoi confronti un comportamento ostile, insofferente e provocatorio”. La Procura di Perugia contestava all’uomo anche di aver tenuto “condotte inurbane ed insultanti nei confronti della madre” della compagna, “non sopportandone la presenza in casa e non consentendo alla compagna di prestate assistenza alla madre in occasione delle insorte problematiche di salute”:

Condotte che l’imputato avrebbe tenuto “trovandosi spesso in stato di ebbrezza”, accusando la compagna di “essere la responsabile dei problemi fisici” del figlio minore insorti alla nascita. Una sera, secondo quanto riportato nel capo di imputazione, rientrato ubriaco in casa, l’imputato avrebbe colpito “con due schiaffi al volto e un pugno alla testa” la compagna “mentre stava allattando il piccolo” dicendole: “Adesso metti giù il bambino, adesso ti annego nel lavandino”. Episodio avvenuto perché la donna “aveva preso in mano il telefono dell’uomo sul quale lo stesso occultava messaggi inviati ad una donna”.

Al termine del procedimento il giudice ha assolto con formula piena per non aver commesso il fatto l’imputato, ritenendo che in realtà ci fosse stato solo un episodio con reciproche percosse dopo l’ennesimo litigio, mentre per gli episodi pregressi e raccontati in denuncia, durante l'istruttoria è emerso che si trattava per lo più di litigi tra conviventi senza mai sfociare in episodi di violenza.

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