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Minacce e botte ai genitori, terrorizzati si rifugiano alla Caritas: figlio "terribile" condannato

Continue richieste di denaro, maltrattamenti e un clima di terrore in casa. Ma i comportamenti aggressivi dell'uomo non avrebbero risparmiato neppure la ex fidanzata

Ha patteggiato a un anno (tre anni in tutto, in continuazione di reato) per maltrattamenti in famiglia, lesioni e stalking. Si chiude con un patteggiamento la vicenda giudiziaria di un 27enne residente nell'assisa no, difeso dall'avvocato Delfo Berretti, e finito anche in carcere. A causa dei suoi comportamenti violenti, così come formulato nel capo di imputazione del pm Mara Pucci, avrebbe pefino costretto i genitori a rifugiarsi alla Caritas per una notte per sfuggire agli attacchi d'ira e a un clima di ansia e terrore tale da rendere intollerabile la convivenza sotto lo stesso tetto. Ma oltre ai genitori, a cui avrebbe continuamente richiesto somme di denaro e . in caso di rifiuto, perpetrato aggressioni e minacce, nel mirino del 27enne sarebbe finita anche la ex fidanzata.

Secondo il capo d’imputazione l’imputato avrebbe più volte, nel corso degli anni, maltrattato e minacciato i genitori “per non avergli saputo offrire comprensione e garantire un adeguato tenore di vita”. Ad ogni rifiuto di assecondare i suoi desideri come moto, computer, denaro, avrebbe dato in escandescenze fino ad aggredirli anche fisicamente, tanto da richiedere più volte l’intervento delle forze dell’ordine.

Già a luglio di quest'anno, nonostante fosse in libertà vigilata, sarebbe tornato a rendere la vita impossibile ai genitori, afferrando per un braccio per la madre e chiudendola dentro casa “facendola così sentire in trappola, per poi telefonare al padre urlandogli di tornare  in quanto la sua giornata lavorativa era finita. Le violenze contestate all’imputato non si sarebbero placate neanche a seguito dell’intervento dei genitori, dopo che lo stesso era stato fermato a bordo della sua moto perché sprovvisto di copertura assicurativa. Si sarebbe scagliato contro i suoi familiari intervenuti in ausilio, colpendo il padre con calci al ginocchio e la madre con calci alla testa.

Ma le sue condotte aggressive non avrebbero risparmiato neppure la ex fidanzata; pedinata, inseguita, picchiata in varie occasioni. Come l’episodio accaduto nel 2015, quando l’avrebbe prima afferrata per il collo facendola cadere a terra con un colpo di karate, per poi ferirla alla testa e minacciandola che non “sarebbe uscita viva”. E ancora chiamate, minacce, e pretese assurde: come quella di prestargli 350 euro per far fronte a certi debiti da lui contratti. Al suo rifiuto però, le si sarebbe scagliato contro scrivendole che "sarebbe andato a cercarla per farla fuori". Ora la vicenda giudiziaria si è chiusa con una condanna. 

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