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Sabato, 22 Giugno 2024
Cronaca

Maltratta la moglie quando è a casa e la controlla via Skype quando è fuori per lavoro: condannato

Secondo i giudici l'assenza per lavoro dell'uomo per due mesi non ha fatto cessare i maltrattamenti, visto che avrebbe controllato la donna con le videochiamate

Maltratta la moglie quando è a casa e la controlla via Skype quando è fuori per lavoro: condannato.

Secondo la Corte d’appello di Perugia “integrano il delitto di maltrattamenti in famiglia le condotte vessatorie del soggetto agente che, per un periodo di tempo di circa otto anni, abbia minacciato e usato violenza nei confronti della propria compagna, ingenerando così uno stato di sopraffazione psicologica nei suoi confronti”.

Maltrattamenti che sarebbero avvenuti “nonostante nell’arco di tempo considerato il reo si fosse allontanato dalla casa familiare per brevi periodi per motivi di lavoro. Infatti, l’assenza del reo, recatosi all’estero per lavoro per un periodo di circa due mesi all’anno”.

Un’assenza che “non interrompe la continuità indispensabile a soddisfare il requisito dell’abitualità del delitto” anche perché l’imputato “come specificato dalla persona offesa, il cui narrato risulta credibile in quanto coerente e riscontrato, il reo aveva adottato condotte psicologicamente vessatorie anche durante i periodi di lontananza, servendosi delle comunicazioni via Skype”.

Da qui la conferma della condanna di primo grado a 3 anni e mezzo di reclusione.

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