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Cronaca

Nonno denuncia il nipote violento per salvarlo dall'abisso della droga

Per i giudici della Corte d'appello il racconto delle violenze familiari è credibile proprio perché il parente ha continuato "a manifestare il proprio affetto verso l’imputato"

L’amore del nonno per salvare il nipote dalla droga passa anche per una denuncia e un processo, senza mai far venire meno il sostegno e la speranza di una vita migliore.

I giudici della Corte d’appello di Perugia hanno confermato la condanna di un giovane a dieci mesi “per il reato di maltrattamenti in famiglia sulla base della narrazione particolareggiata e attendibile offerta dalla persona offesa la quale non è sorretta da un animo di rivalsa nei confronti del primo”.

Secondo l’accusa l’imputato aveva costretto i familiari a vivere una quotidiana pressione, con minacce, aggressioni e danneggiamenti in casa così “inducendo un crescente stato di sofferenza, prostrazione e timore”. Vessazioni continue nei confronti “dei nonni minacciandoli di morte e costringendoli a consegnargli del denaro per l’acquisto dello stupefacente”.

Condotte che sono state “ritenute sussistenti dai giudici di appello grazie alle dichiarazioni offerte dal nonno dell’imputato le quali sono state considerate attendibili soprattutto per l’assenza di qualsiasi animus di rivalsa nei confronti del nipote e per il fatto che la persona offesa non ha perso l’occasione per continuare a manifestare il proprio affetto verso l’imputato sino al punto di voler rimettere la querela”.

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