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I casi di demenza in Umbria sfiorano i 20mila: i primi sintomi e l'assistenza ancora a singhiozzo

"Sono 17mila i casi di demenza in Umbria ma la Regione non ha ancora un proprio Piano Demenze né ha recepito, ad oggi, il Piano Nazionale”: l'accusa porta la firma di Anna Laura Spinelli, geriatra, Presidente Sezione Umbria dell'Associazione Italiana Psicogeriatria. Tra le sindromi neuropsichiatriche più comuni vi sono le demenze: con una prevalenza del 5-8% negli over 65, colpiscono 1,2 milioni di italiani (17.000 in Umbria e 30.000 nelle Marche); in circa il 15-25% dei casi, inoltre, possono associarsi a depressione.

Nella presa in carico del malato di demenza, dal riconoscimento dei primi sintomi al trattamento a lungo termine, il Medico di famiglia è una figura cruciale all’interno della rete integrata di servizi sul territorio.  A lui è dedicato il progetto di formazione itinerante “Piano Nazionale Demenze, nuovi scenari di cura”, che arriverà a Spoleto (presso l’Albornoz Palace Hotel) il 27-28 maggio. Promossa dall’Associazione Italiana Psicogeriatria con il grant incondizionato di Angelini, azienda da anni impegnata a tutela della salute mentale dell’anziano, l’iniziativa prevede un ciclo di 13 eventi ECM locali in 13 Regioni italiane, da maggio a novembre. Obiettivo: raggiungere oltre 650 Medici di Medicina Generale, ai quali presentare i contenuti e le finalità del recente Piano Nazionale Demenze, per suggerire un più corretto approccio diagnostico-terapeutico al problema. All’evento di Spoleto parteciperanno 50 Medici di famiglia provenienti dall’Umbria e dalle Marche.

“L’assistenza ai pazienti è molto disomogenea nelle diverse province - spiega la presidente - manca una rete integrata che colleghi Unità Valutative Alzheimer (UVA), Ospedali, territorio e Università. Neurologi, Geriatri, Medici di famiglia e tutte le figure che, a vario titolo, si occupano di demenze dovrebbero ‘fare sistema’, superando i particolarismi, allo scopo di consentire al paziente di restare nel proprio ambiente di vita ed evitare il ricovero. Con l’incontro di Spoleto vorremmo gettare le basi per creare delle linee guida comuni: partire dagli attori veri, i Medici di Medicina Generale, che devono stringere un’alleanza terapeutica con lo specialista, tanto più necessaria se si considera che siamo una delle poche Regioni in Italia senza un servizio di geriatria territoriale. Oltre a rendere i Medici di famiglia consapevoli del loro ruolo fondamentale nella diagnosi precoce e nel supporto al malato, ci auguriamo che questo corso sensibilizzi le Istituzioni regionali a farsi finalmente carico del problema, perché l’Umbria è lontana anni luce da quella gestione integrata e condivisa delle demenze che altre Regioni, come le Marche, hanno già intrapreso”.

LA MALATTIA - Le demenze sono sindromi cerebrali degenerative che colpiscono la memoria, il pensiero, il comportamento e la capacità di svolgere le attività quotidiane. Il loro carattere progressivo rende necessaria una diagnosi tempestiva, che consenta di attivare interventi farmacologici e psico-sociali volti a rallentare l’evoluzione della malattia e contenerne i disturbi specifici. Partendo da queste considerazioni e dalla volontà di combattere lo stigma che spesso accompagna tali malattie, il 30 ottobre 2014 è stato approvato l’accordo tra Stato e Regioni sul documento "Piano Nazionale Demenze” che, puntando a una gestione integrata e multidisciplinare del problema, intende fornire indicazioni strategiche per migliorare e uniformare la qualità dell’assistenza erogata in Italia: dalle terapie specialistiche al sostegno e all'accompagnamento del malato e dei caregiver, durante tutto il percorso di cura. In questo complesso scenario si colloca l’operato del Medico di famiglia, fondamentale per l’applicazione degli obiettivi del Piano, in collaborazione con lo specialista.

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