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Malato e povero non può accudire il figlio, il giudice impone il prelievo mensile dalla pensione

L'uomo ha presentato una serie di certificati medici che attestano la sua malattia, ma per il giudice è un modo per non pagare il mantenimento a ex moglie e figlio

Si sposa con una donna più giovane di lui di trenta anni (e giovanissima in generale). Dalla loro unione nasce un figlio, ma le differenze di età e culturali sono troppo evidenti. Se si aggiungono problemi di salute e l’uso improprio di sostanze alcoliche, la coppia è destinata a rompersi.

E quando una coppia si sfascia, soprattutto se ci sono figli da mantenere (e in questo caso anche da riconoscere), si finisce in tribunale per la divisione delle spese e l’assegnazione della custodia del minore.

Il giudice civile, vista la situazione generale, non ha dubbi e affida il minore alla madre e decide per un assegno di mantenimento di 350 euro al mese che il padre deve versare al minore.

Passano i mesi e nonostante la decisione del giudice, la somma non viene versata. Il patrimonio dell’uomo sembra sparito o consumato. E allora interviene di nuovo il giudice decidendo per il prelievo della somma direttamente dalla pensione dell’uomo, ogni mese.

Poi scatta anche la denuncia. In tribunale l’uomo, difeso dall’avvocato Patrizia Repice, sostiene di non poter pagare viste le sue gravi condizioni di salute, con tanto di certificazione medica. Condizioni che gli impediscono di prendersi cura anche del figlio.

La ex moglie e il figlio dell’uomo sono parte civile tramite l’avvocato Francesca Pasquino.

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