Cronaca

Sporca ed è contro il regolamento: maialino di compagnia cacciato dal condominio e proprietario multato

Il Tribunale amministrativo regionale annulla tutto: l'ordinanza comunale non rispetta i criteri di legge, ma rimane il problema igienico di un suino nel terrazzo di un condominio

Multato e costretto ad allontanare un maialino nano vietnamita, considerato animale di compagnia, al pari di un cagnolino, ma che per il regolamento di polizia urbana, invece, è “incomodo e pericoloso”. Tanto da far scattare per il proprietario una multa da 50 euro.

Il proprietario del maialino, difeso dagli avvocati Gabriele Manetti e Francesco Savarese, ha presentato ricorso al Tribunale amministrativo contro l’ordinanza sindacale avente ad oggetto “provvedimento di allontanamento suino - custodia e circolazione degli animali incomodi e pericolosi”.

Ordinanza del Comune di Attigliano con la quale è stato ordinato all’uomo di allontanare dal centro abitato e da un condominio il maialino in questione, in quanto secondo il regolamento di Polizia municipale “la presenza dell’animale è in assoluto contrasto con il regolamento di polizia urbana”.

Il maialino vietnamita è l’animale di compagnia della convivente del ricorrente, una donna costretta dall’invalidità a vivere in casa e la compagnia di suino e di un cane sono l’unico sollievo nell’arco della giornata. Dopo essere stato multato di 50 euro, il proprietario ha comunque provveduto all’allontanamento dell’animale, pur mantenendo l’interesse all’annullamento del provvedimento in quanto illegittimo e immotivato in quanto non vi sarebbero gli elementi di “contingenza ed urgenza” e tenendo conto che il maialino vietnamita “è un animale da compagnia e che gode di perfetta salute (come attestato dal certificato di un veterinario), pertanto non può essere ritenuto incomodo e pericoloso”.

Multa e ordinanza, però, sono state emesse in quanto i residenti del condominio, circa sessanta persone, avevano denunciato “lo stillicidio di sterco ed urina che proprio tale maiale causava sulle abitazioni sottostanti”. Il regolamento di polizia urbana, inoltre, fa divieto di tenere nei centri urbani “animali bovini, ovini, suini, ecc., né animali da cortile”.

Per i giudici del Tribunale amministrativo regionale dell’Umbria, pur di fronte ad una situazione di “potenziale danno igienico/sanitario per gli abitanti” delle abitazioni sottostanti, l’ordinanza non è supportata dai due elementi fondamentali, cioè la contingenza e l’urgenza. Da qui l’accoglimento del ricorso e l’annullamento dell’ordinanza.

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