Cronaca

Giusta la protesta dei magistrati onorari, ma la colpa non è dei togati. L'appoggio dell'Anm perugina

I magistrati ordinari sostengono le rivendicazioni di vpo e got: "Condizioni insostenibili per compensi, previdenza e pensioni"

Anche i magistrati togati esprimono il loro sostegno alla protesta della magistratura ordinaria che oggi scenderà in piazza Matteotti per un flashmob contro il ministro della Giustizia e la disparità di trattamento che si trascina da anni.

La giunta esecutiva sezionale dell'Associazione nazionale magistrati di Perugia “esprime fermo e sincero sostegno all’appello avanzato dai Magistrati onorari al Ministro della Giustizia e al legislatore, ad essere definitivamente riconosciuti nella dignità e nell’importanza del lavoro quotidianamente svolto, in udienza e negli uffici giudiziari, tra i tanti problemi del servizio giustizia, tra cui i rischi del contagio da Covid-19, in assenza delle stesse tutele previdenziali e assistenziali degli altri lavoratori del settore, in caso di quarantena o positività al virus” si legge in una nota dell’Anm di Perugia.

La Giunta “rigetta ogni spiegazione al mancato riconoscimento di tutele alla categoria dei magistrati onorari che sia evocativa di contrasti - in realtà inesistenti - tra interessi di categoria tra le diverse professionalità impegnate nella giurisdizione – prosegue la nota - La condizione di precarietà e instabilità della magistratura onoraria è dovuta all’esponenziale accrescimento del contenzioso giudiziario, non accompagnato dai necessari ampliamenti di organico della magistratura professionale, da cui è derivato il continuo ricorso a impieghi temporanei, nella consapevolezza di non affrontare strutturalmente i problemi endemici del servizio giustizia. Di proroga, in proroga, la situazione della magistratura onoraria è divenuta insostenibile, per l’inadeguatezza dei compensi e per la mancanza di qualsiasi trattamento previdenziale e pensionistico”.

Da qui il “sostegno alla magistratura onoraria che sempre e quotidianamente affianca nel lavoro i magistrati ordinari, affinché questa condizione di precarietà venga al più presto rimossa e sia riconosciuto l’impegno profuso negli uffici giudiziari al servizio dei cittadini”.

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