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Cadavere carbonizzato a Magione, ipotesi suicidio: cosparsa l'auto di benzina?

L'auto completamente distrutta dalle fiamme è stata scoperta da un passante intorno alle 7,45 del 4 novembre. Indagano i carabinieri coordinati dal Pm Claudio Cicchella. Non è esclusa nessuna pista, ma quella del gesto volontario resta la più probabile

L'auto è ridotta ad un rottame annerito dal fumo e dalle fiamme: il corpo all'interno è completamente carbonizzato. L'ipotesi più probabili, secondo i Carabinieri, è quella del gesto volontario. Tradotto: suicidio. Il 56enne lavoratore metalmeccanico - M.V. le iniziali - avrebbe deciso di farla finita dopo essersi allontanato da casa intorno alle 3 di notte. Si sarebbe portato dietro anche una tanica di benzina che avrebbe tirato fuori una volta arrivato nel piazzaletto del cimitero di Magione. Poi il rogo e la morte. Appare comunque difficile pensare che non abbia nemmeno tentato di salvarsi quando il fuoco ha iniziato a divorare la sua carne.

Si ipotizza l'utilizzo di tranquillanti per evitare un ripensamento. Ma questo lo dirà, eventualmente, l'autopsia. Il 50enne aveva ritrovato, dopo anni di cassa-integrazione, un lavoro da metalmeccanico nella vicina Passignano. Ma le difficoltà economiche, secondo alcuni testimoni, erano ancora forti. A trovare l'auto e dare l'allarme è stato un passante che intorno alle 7,45 ha chiamato i carabinieri. Le indagini sono condotte dal Pm Claudio Cicchella. 

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