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Barchino simbolo dei pescatori ridotto in cenere: è caccia al colpevole del rogo

Indagini concluse: questo si limitano ad affermare, lapidari e misteriosi, gli amministratori e i residenti. Ma è certo che qualcosa non torna

Sono concluse le indagini relative all’incendio (doloso), per effetto del quale è andato in fumo un raro esemplare di antica imbarcazione lacustre. La palla è adesso, ritualmente, nelle mani della magistratura che si muoverà in tempi e modi dovuti. L’incendio del barchino del górro, davanti al Museo della Pesca di San Feliciano, come atto di contestazione politica? Può essere. C’è, anzi, chi lo sostiene a spada tratta. E con argomenti convincenti.

Indagini concluse: questo si limitano ad affermare, lapidari e misteriosi, gli amministratori e i residenti. Ma è certo che qualcosa non torna. Non è la prima volta che la contestazione di alcuni abitanti di San Feliciano, nei confronti del capoluogo Magione, si leva alta e chiara: diversità di vedute, ma anche di orientamento politico. Intanto – si dice in tono accusatorio – l’amministrazione ha le sue colpe per avere lasciato “incustodito” il barchino: non c’erano telecamere di controllo né tutela alcuna. Anche se c’è da dire che non si tratta di cosa semplice, né… economica.

Sta di fatto – come  raccontato da Perugia Today – che è in fase di costruzione un fac-simile del tutto identico a quello incendiato. Non è la stessa cosa, ma è pur sempre qualcosa. Certo è che non si può parlare di casualità o autocombustione. E le ipotesi si rincorrono, fra rumors e chiacchiere da bar. Vedremo come andrà a finire. Per ora, registriamo cicalecci e malumori. A fianco dell’ipotesi “mossa politica”, c’è, naturalmente, quella dell’atto teppistico puro e semplice. Dei giovani erano soliti – si dice – recarsi in loco per fumare e passare qualche ora in compagnia.

La noia, il male di vivere, il semplice dispetto? Può essere. Ma non manca chi esclude una pura casualità, attribuendo l’innesco a una cicca gettata a terra, tra i fiori del pioppo, che bruciano come benzina.  È  possibile. Anche se poco probabile, dato che sembra tanto la difesa d’ufficio di genitori fin troppo “comprensivi”.

Approfittiamo del ritorno sul tema per dare a chi di dovere il giusto merito. Ci riferiamo al ruolo attivo svolto da Marco Pareti, circa l’iniziativa del calendario, realizzato con il supporto organizzativo di Rosanna Milone (come già riportato da Perugia Today in prima battuta). Ermanno Gambini, segretario dell’Alli, è stato coinvolto come esperto e consulente, ma l’iniziativa non è partita da lui. Tanto dovevamo all’onestà della comunicazione.

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