Mercoledì, 22 Settembre 2021
Cronaca Magione

"Padre non mi manda niente?". "Ci sentiamo stasera": videochat pedo pagate 20 euro. Ma il Don ora chiedeva un incontro reale

Altri particolari, respinti da Vincenzo Esposito parroco di San Feliciano, emergono dall'indagine palermitana su sesso online con 4 minorenni

"Padre... non mi manda niente a me che sono senza una lira?". La risposta: "Ho pochi soldi e li ho promessi...Questa sera parliamo... va bene?". E' una delle intercettazione, tramite virus inoculato nel telefonino del parroco di San Feliciano Vincenzo Esposito, che sono state raccolte dalla Procura di Palermo nell'ordinanza che ha portato agli arresti del prete che opera a Magione ma che era da tempo "in contatto" con almeno 4 ragazzini - minorenni - nell'area di Termini Imerese.

Un presunto squallido mercato sessuale - di stampo pedopornografico secondo gli inquirenti - per pochi spiccioli. Ma quelle poche banconate - inviate tramite ricariche su carte - elargite dimostrano tutta la vulnerabilità e la povertà delle vittime e delle loro famiglie. Per una video chat porno in diretta o un video registrato il parroco, secondo l'accusa, inviava veramente quattro spiccioli: 10 o 30 euro. Cifre che, per chi vive una situazione difficile o di vera povertà, erano sufficienti. Anzi per una madre - arrestata - di uno dei ragazzini finiti nella rete erano una vera e propria occasione tanto da spingere il figlio e un amichetto a prestarsi a questa situazione delittuosa.

Sesso in chat con minorenni, arrestato il parroco di San Feliciano: pagava i video con i soldi delle offerte

Il morboso rapporto con il passare del tempo sarebbe diventato quasi quotidiano, a giro con i 4 ragazzini siciliani. Tanto che il Giudice Fabio Pilato scrive nell'ordinanza che il parroco era ormai in balia "dei propri impulsi sessuali e totalmente privo di auto-controllo". Talmente in balia che, secondo la ricostruzione degli inquirenti, quelle immagini, quei messaggi non sarebbero più bastati per appagare quella morbosità sessuale del prelato. Era pronto dunque a rischiare un rapporto dal vivo? Sembra proprio di sì tanto da far anticipare gli arresti da parte dei Carabinieri per impedire questa ipotesi. A uno dei quattro ragazzini avrebbe chiesto di venirlo a trovare, per una vacanza, in Umbria, a San Feliciano, dove lo avrebbe accolto nell'abitazione della parrocchia. Un invito che in teoria era legittimo, ma dietro a tutto questo c'erano soldi inviati, video-chat erotiche, video registrati espliciti. 

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Le indagini vanno avanti anche sul fronte umbro da parte della magistratura siciliana: quantificare dove, a chi e quanti ricariche di denaro ha effettuato nell'ultimo periodo il prete. Il dubbio è che ci possano essere altri soggetti minori coinvolti. Ma da quanto sembrerebbe almeno in loco Don Esposito avrebbe evitato qualsiasi approccio. In riva al Trasimeno era arrivato ben 8 anni fa ed era diventato subito uno della comunità locale battendosi per la frazione, per il restauro della chiesa e mettendosi a disposizione soprattutto degli anziani. Domani l'interrogatorio. Tramite il suo legale ha fatto sapere di essere sereno ma amareggiato e pronto a smontare tutte le accuse. 

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