Cronaca

Coronavirus, mafia e usura, il procuratore Cantone: "I rischi ci sono, perciò guardia alta e accertamenti"

Per il capo della Procura di Perugia "l'Umbria è un territorio che si presta per ragioni economiche e per tessuto sociale ad un rischio infiltrazione"

Coronavirus, infiltrazioni mafiose e usura. In due minuti e poco più, ai microfoni di Pasquale Punzi, il procuratore Raffaele Cantone fa una disamina della situazione in Umbria, senza lanciare allarmi, ma facendo capire che si lavora sotto traccia per monitorare tutte le situazioni al limite.

In un momento di crisi sociale, economica e sanitaria, è molto probabile che chi detiene liquidità importante posso influenzare il mercato locale, creandosi nuove opportunità di infiltrazione.

“La situazione richiede di stare attenti e tenere alta la guardia, ma non bisogna fare previsione azzardate – afferma il procuratore Cantone - Quello delle procure è un lavoro che si basa sui fatti e quelli dobbiamo attendere. Come autorità giudiziarie e forze di polizia siamo attenti a queste probabili infiltrazioni e lavoriamo per scoprire se e quando avvengono. L’Umbria è un territorio in cui non ci sono presenze stanziali di organizzazioni mafiose, ma è un territorio che si presta per ragioni economiche e per tessuto sociale ad un rischio infiltrazione – prosegue Cantone – L’economia regionale si basa molto sul terziario e sul turismo, settori ad alto rischio in un momento in cui hanno avuto danni rilevantissimi legati all’epidemia”.

Un altra questione è quella dell’usura. I dati della Fondazione antiusura ci dicono che il fenomeno esiste. I numeri dei processi in tribunale, invece, che il fenomeno è poco denunciato e altrettanto scarsamente perseguito.

“Questo è uno degli elementi più problematici ed il rischio c’è. Ho fatto una riunione con le forze dell’ordine, in particolare con la Guardia di finanza per esaminare i numeri del passato e questa regione sembra in controtendenza perché le denunce per usura sono pochissime – spiega il procuratore Cantone - La domanda è perché ci sono poche denunce? L’usura non esiste in Umbria o perché c’è una situazione tale per cui le persone non si espongono? È mia intenzione, appena si creeranno le condizioni ordinarie, di confrontarmi con imprese, artigiani e attività produttive e affrontare il tema – conclude Cantone -Perché i numeri delle denunce sono assolutamente ridotti e sproporzionati, in negativo, rispetto a quelli di altre regioni. Una strana tendenza sulla quale credo che vadano fatte subito delle valutazioni ed eventuali accertamenti”.

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