Martedì, 18 Maggio 2021
Cronaca

Ancora mafia in Umbria, sequestri di proprietà di Cosa Nostra a Spoleto

L'operazione della Direzione investigativa antimafia (Dia) di Agrigento che ha portato alla confisca di beni mobili e immobili, per 54 milioni di euro, riconducibili ai fratelli Diego e Ignazio Agrò, che producono e commercializzano olio alimentare, arriva fino alla città del Festival

L’Umbria si avvicina ancora una volta alla parola mafia. Dopo Perugia e Ponte San Giovanni, stavolta, purtroppo, tocca a Spoleto. L’operazione della Direzione investigativa antimafia (Dia) di Agrigento che ha portato alla confisca di beni mobili e immobili, per 54 milioni di euro, riconducibili ai fratelli Diego e Ignazio Agrò, originari di Racalmuto ma da anni residenti ad Agrigento, che producono e commercializzano olio alimentare, arriva fino alla città del Festival. I due provvedimenti comprendono 58 immobili, tra fabbricati e terreni, in provincia di Agrigento, a Giardini Naxos (Messina) e a Spoleto (Perugia); 12 imprese con sede ad Agrigento e provincia, a Fasano (Brindisi) e Petilia Policastro (Crotone); 56 tra rapporti bancari, postali e polizze assicurative. In Spagna sono stati confiscati sei fabbricati e tre imprese dedite a produzione e compravendita di olio.
I due fratelli Agrò, di 68 e 76 anni, erano stati arrestati nel luglio 2007 nell'ambito dell'indagine “Domino 2”, relativa ad una serie di omicidi avvenuti all'inizio degli anni '90 in provincia di Agrigento, e scaturita dalle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia, tra cui Maurizio Di Gati, capo di Cosa Nostra agrigentina. I due fratelli erano stati condannati all'ergastolo (e poi assolti dalla Corte d'Appello, dopo il rinvio della Cassazione) per concorso nell'omicidio dell'imprenditore Mariano Mancuso, dopo che Salvatore Fragapane, all'epoca il capo mafioso, ne aveva ordinato l'uccisione. I due fratelli sono ritenuti dagli investigatori molto vicini a Cosa Nostra.

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