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Mafia in Umbria, 35 proprietà confiscate alla Piovra: ecco come saranno utilizzate

Per fortuna che anche da noi ci sono i volontari di Libera Umbria. L'associazione ha trasformato in lavoro per i giovani la prima azienda confiscata alla 'Ndranghetà. Tra tre anni arriveranno altri beni che si trasformeranno in opportunità per gli onesti

E' solo una goccia nel mare degli interessi delle mafie in Umbria. Ma è la dimostrazione di come la piovra si sia mossa e si stia muovendo con una certa disinvoltura a Perugia e nel resto della Regione. Ben 35 tra immobili e terreni sono ormai passati al secondo livello di "confisca" perchè beni di proprietà di famiglie malavitose.

Se tutto procederà, come nei primi due livelli, tra tre anni scatterà la confisca definitiva e quindi le proprietà saranno pubbliche e potranno essere riutilizzate a favore dei cittadini onesti e da coloro che vogliono fare impresa. Libera Umbria ha fornito questi dati nel corso della conferenza stampa "senza la corruzione riparte il futuro" che mira a raccogliere l'adesione dei candidati presidenti dell'Umbria - Regionali 2015 - per rafforzare le politiche anti-mafia e anti-corruzione a livello regionale.

Dei 35 immobili confiscati alla mafia in Umbria molti sono appartamenti, capannoni, negozi e terreni (agricoli e con licenza per costruire). L'obiettivo di Libera Umbria è quello di esportare tra tre anni il modello Pietralunga dove si trova l'unico bene confiscato definitivamente alla 'Ndrangheta: si tratta di un'azienda agraria con 100 ettari di terreno, un casolare e due annessi agricoli.

L'associazione ha trasformato questo bene sporco in un bene pulito che dà lavoro e dà cultura: è nata la prima cooperativa che gestisce sia la produzione di prodotti biologici che l'accoglienza per campi scuola e lavoro. Già a maggio è tutto esaurito in fatto di prenotazioni. La guerra alla mafia si fa anche utilizzando le loro proprietà per dare lavoro in particolare ai giovani e ai tanti rimasti senza un reddito a causa della crisi.

Dunque quei 35 immobili in via di confisca definitiva passeranno da  metastasi in città alla cura contro le infiltrazioni. Inoltre Libera chiede al futuro presidente della Giunta regionale di approvare nei primi 100 giorni sei punti: etica pubblica, trasparenza degli eletti; economia trasparente, impermeabilità a corruzioni e mafia, tutela di chi rompe il silenzio; regolamentazione dei vitalizi e stop degli stessi dei condannati per mafia e corruzione; lotta alla povertà e sostegno ai giovani disoccupati. Inoltre si chiede il mantenimento dell'Osservatorio anti-mafia che ha supportato il lavoro della commissione regionale sulle infiltrazioni mafiose in Umbria.  

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