Azienda a rischio infiltrazione mafiosa esclusa dalla ricostruzione post sisma in Umbria

La Struttura di missione prevenzione e contrasto antimafia e la Prefettura di Perugia bocciano la domanda di iscrizione nella white list

Azienda presenta la documentazione per iscriversi all’anagrafe antimafia degli esecutori e finisce nella lista nera delle società a rischio infiltrazione mafiosa e non può lavorare alla ricostruzione post-sisma del 2016 in Umbria.

La ditta, rappresentata dall’avvocato Angelo Frioni, aveva presentato domanda di iscrizione all’anagrafe antimafia, ma la Struttura di missione prevenzione e contrasto antimafia sisma 2016 ha rigettato la richiesta e la Prefettura ha, poi, disposto “il rigetto dell’istanza di iscrizione nell’elenco dei fornitori, prestatori di servizi ed esecutori non soggetti a tentativi di infiltrazione mafiosa”, la cosiddetta white list.

Con un ricorso al Tribunale amministrativo regionale dell’Umbria è stato chiesto l’annullamento e la sospensione di entrambi di atti amministrativi e la condanna della Prefettura “al risarcimento del danno per il mancato utile nella stipulazione dei contratti, nonché per il pregiudizio all’immagine, recati entrambi dall’interdittiva antimafia”.

Prefettura e Struttura di missione si sono costituite in giudizio eccependo l’incompetenza territoriale del Tar dell’Umbria, facendo riferimento a quello del Lazio in quanto iscrizione e sospensione fanno riferimento “all’affidamento di lavori nell’ambito degli interventi di ricostruzione effettuate nelle zone del Centro Italia colpite dal sisma”. Provvedimenti che hanno valenza nazionale spostando la competenza su Roma.

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Ipotesi condivisa dai giudici amministrativi umbri che hanno deciso per la dichiarazione di incompetenza territoriale del Tar dell’Umbria, dando la possibilità di riassumere la causa davanti al Tar del Lazio entro trenta giorni.

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