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Cronaca

Mafia, alleanza tra clan e colletti bianchi: ecco le basi e i complici

Prendendo spunto dal convegno organizzato dal Festival del Giornalismo su mafia e Umbria, Perugia Today ha dato vita ad una inchiesta (tre puntate) per capire se sono semplici infiltrazioni o siamo già all'assedio

Per i direttori dei maggiori quotidiani cartacei dell'Umbria - riuniti a discutere sulle infiltrazioni mafiose a casa nostra per il Festival del Giornalismo - le mafie non stanno assediando i territori dell'ex Isola Felice (per l'appunto l'Umbria) ma c'è una lenta infiltrazione nel tessuto economico a cui però non si deve prestare il fianco, come fatto con i pusher stranieri che ora dominano il centro storico di molti comuni nostrani (vedi Perugia). 

La convinzione è che il radicamento mafioso sia rallentato da un'azione politica precisa, la commissione anti-mafia regionale e le inchieste capillari delle forze dell'ordine - e dalla stessa società umbra che avrebbe gli anti-corpi per non rimanere in silenzio dinnanzi movimenti strani ed estranei alla propria cultura. 
 
Non la pensa dello stesso avviso il giornalista Claudio Lattanzi autore della Mafia in Umbria che nel sottotitolo ha messo la parola "assedio", spiegando morti, colpevoli e lavaggio di denaro da parte della mafia. Un crescendo di anno in anno. C'è dell'altro - fonte Libera e Commissione nazionale anti-mafia - che preoccupa pesantemente e che aggirebbe persino i buoni anti-corpi della società umbra. 
 
La Camorra, a differenza che sul suo territorio, in Umbria ha stretto legami commerciali e societari con i più radicati clan stranieri (anche questi mafiosi a modo loro secondo la Commissione anti-mafia): ovvero per la vendita di cocaina ed eroina (preveniente dal casertano) e persino sulla prostituzione. I clan camorristici in ballo sono i Casalesi e i Marandino (ex affiliati di Cutolo). Perugia, Terni e Orvieto sono le piazze preferite. 
 
Il gioco invece dei colletti bianchi - mafiosi di notte e manager di giorno - invece spetta in Umbria alla 'Ndrangheta che può vantare risorse infinite da ripulire e posizioni di comodo consolidate in tutti i settori dell'Umbria. Eh già sono gli unici in grado di entrare nel cuore anche sociale dell'Umbria sfruttando anche inconsapevoli (?) corregionali migrati in Umbria da tempo. “Le investigazioni – si evince dal testo il Covo Freddo -  hanno messo in luce fitte relazioni sviluppatesi tra i vertici criminali di alcuni gruppi mafiosi calabresi con soggetti di analoga origine, presenti sul territorio”.
 
Per la ‘Ndrangheta, l’Umbria, non è terra di passaggio, ma ha impiantato basi per traffici e appropriandosi poi delle attività commerciali e di ristorazione (tramite prestanome e il centro storico perugino è uno scrigno che nasconde molti misteri di mafia).  La ‘Ndrangheta ha esportato anche la mafia del colletti bianchi (manager infedeli nella macchina economica pubblica e in quella privata) “forte di una immigrazione che storicamente presente in Umbria con numeri da capogiro”. Gli anti-corpi rischiano di terminare.
 
Fine prima puntata.

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