Martedì, 18 Maggio 2021
Cronaca

"Pizzini" dal penitenziario di Spoleto, sequestro dei messaggi pericolosi del boss al carcere duro

La Corte di Cassazione conferma la decisione del Tribunale di Sorveglianza di Perugia: "Lettera con messaggi ambigui e potenzialmente pericolosi per la sicurezza"

Detenuto al 41 bis, per reati di mafia, invia una lettera ad un amico, ma la missiva viene bloccata dalla direzione del carcere di Spoleto e dal Tribunale di Sorveglianza di Perugia, ritenendo che vi fossero presenti ordini per il clan.

Una decisione ritenuta giusta anche dalla Corte di Cassazione che ha rigettato il ricorso del detenuto contro “il trattenimento della missiva in partenza indirizzata a tale …”.

Secondo i giudici di Cassazione il “ricorso è inammissibile” in quanto “la decisione di trattenere una missiva può essere legittimamente motivata sulla base di elementi concreti che facciano ragionevolmente dubitare che il contenuto effettivo della missiva stessa sia quello che appare dalla semplice lettura del testo”. E analizzando il testo sia per il giudice del Tribunale di sorveglianza di Perugia sia per la Cassazione traspare “il semplice sospetto sul reale contenuto della missiva trattenuta” e vengono “evidenziate e analizzate le anomalie della missiva stessa, ritenuta ‘ambigua’ perché piena di messaggi criptici potenzialmente pericolosi per l'ordine e la sicurezza”.

Da qui la decisione di rigettare il ricorso e condannare il detenuto al “versamento a favore della cassa delle ammende di una sanzione pecuniaria che pare congruo determinare in euro tremila”.

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