Sabato, 24 Luglio 2021
Cronaca

Botte, insulti e minacce ai bambini che non ubbidiscono: a giudizio due maestre d'asilo

Gli episodi contestati dalla Procura di Perugia riguardano anche l'imposizione violenta di consumare il cibo anche se non piaceva e la scarsa cura dei piccoli che non venivano cambiati quando sporchi

Due maestre d’asilo rinviate a giudizio per maltrattamenti nei confronti dei bambini che frequentavano l’istituto. Secondo l’accusa li avrebbero maltrattati, insultati e puniti senza motivo. I fatti si sarebbero svolti in una struttura della provincia di Perugia.

La decisione è stata presa dal giudice per l’udienza preliminare Natalia Giubilei nei confronti delle due maestre, difese dagli avvocati Diego Duranti e Flavio Grassini. Le famiglie dei bambini si sono costituite parte civile tramite gli avvocati Giuseppe De Lio, Daniela Casaccia e Delfo Berretti.

Le due educatrici sono accusate di aver “abusato dei mezzi di correzione e disciplina dei minori loro affidati per ragioni di educazione, istruzione, cura e custodia, irrogando punizioni eccessive per indisciplina dei minori medesimi”. Secondo l’atto d’accusa la maestre avrebbero punito i bimbi con “isolamento e attesa in piedi per lungo tempo, anche in stanze al buio o nei bagni, nonostante li sentissero piangere e urlare per lo sconforto, come pure nell’esercitare pressione sulle mani dei bambini con forchette (fino a lasciare segni visibili sull’epidermide) o confinarli in bagno per non aver avvisato di impellenti bisogni fisiologici”.

Da questi atti, secondo i genitori dei 18 bambini coinvolti, sarebbero derivati “pericoli di malattia, nella forma del disagio psichico” e in alcuni casi con “manifestazioni patologiche come diarrea, sindrome da stress, attacchi di pianto irrefrenabili”. Sintomi che avrebbero portato a visite mediche e poi esposti alla Procura.

La Procura contesta alle due maestre comportamenti violenti nei confronti di alcuni bambini, con “atteggiamenti aggressivi e violenti”, con percosse e ingiurie, episodi di sopraffazione che avrebbero danneggiato i bambini sia a livello fisico sia psichico.

Le due educatrici, si legge nel capo d’imputazione, avrebbero colpito con “scappellotti e nocchini i bambini, li avrebbero strattonati e rimproverati perché non mangiavano il cibo poco gradito o avevano fatto cadere i bicchieri; altre volte li avrebbero imboccati “forzatamente finché non avessero ingerito tutto il cibo” provocando crisi di vomito. Spesso avrebbero utilizzato espressioni ingiuriose come “quanto sei tonto, vergognati, il prossimo anno vai a scuola” dopo che il bimbo aveva sbagliato a colorare un disegno, uscendo dagli spazi. Un altro bimbo sarebbe stato insultato perché impossibilitato ad allacciarsi le scarpe da solo. Una maestra l’avrebbe appellato come “quell’handicappata”.

Contestati anche episodi di violenza fisica come il “tirare loro i capelli e le orecchie come forma punitiva” e “colpire con uno schiaffo sulla bocca uno degli alunni, causando, a causa della forma dell’anello indossato, un sanguinamento al labbro”.

Contestata alle due maestre anche la scarsa attenzione all’igiene dei bambini, in quanto in più occasioni non avrebbero provveduto a cambiare i pannolini. Tutti elementi che dovranno, adesso, essere sottoposti al giudizio del giudice in dibattimento, fissato per il 13 ottobre del 2021.

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