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Immagine di repertorio

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Strappa i figli al padre: mamma condannata a risarcire l'ex marito e i nonni paterni

L'imputata è finita alla sbarra con l'accusa di sottrazione di minori. il giudice l'ha condannata ad un anno di reclusione e al risarcimento nei confronti dell'ex marito e dei nonni paterni

Una mamma originaria del nord Italia, che nel lontano 2009 scappò a 500 chilometri da casa  insieme alle sue due figlie- all’epoca dei fatti minorenni- e senza il consenso del padre, è stata condannata per sottrazione di minori. Il giudice Grimaccia, dopo una breve camera di consiglio, ha stabilito per l'imputata la condanna a un anno di reclusione (pena sospesa) ed ha riconosciuto un provvisionale di 10mila euro per l'ex coniuge e 4mila per i nonni paterni. 

Tutto sarebbe partito dopo alcuni malumori economici all’interno del nucleo familiare, la donna- che ha dichiarato come per anni era stata dipendente nell'azienda del marito, negli ultimi tempi non riusciva più a percepire lo stipendio. A quel punto, secondo quanto raccontato dall’imputata,sentita oggi in sede di esame, avrebbe deciso insieme al coniuge il riassetto economico della famiglia, optando per un trasferimento a Monza a casa dei suoi genitori (a fronte anche di un nuovo lavoro offertole dal fratello) e che il marito le avrebbe raggiunte non appena avesse sistemato gli affari qui a Perugia.

Ma secondo l'accusa, la donna avrebbe sotratto le figlie (una di queste sotto i 14 anni all'epoca dei fatti) portandole via dalla casa coniugale, impedendo il tal modo l'esercizio della podestà dell'altro genitore. 

Il giorno del trasferimento la donna avrebbe salutato il marito in maniera del tutto tranquilla, spiegandogli però di avergli inviato un fax per “cristallizzare l’accordo”. Un fax, a detta dell’imputata, in cui avrebbe spiegato che come d’accordo, si sarebbe trasferita con le figlie minori indicando indirizzo e riferimenti. Passano due giorni e il marito le chiede di tornare a casa, ma lei non acconsente, sarebbe stata quella la goccia che avrebbe fatto traboccare un vaso, forse, già pieno di crepe nella coppia.

Dopo una settimana, l’incontro dell’uomo con la famiglia nel Nord: “le bambine si stavano preparando in camera da letto, lui è entrato furioso e poi ha avvertito i carabinieri dicendo che non era libero di vederle da solo”- Ha raccontato la donna in aula, affermando di non avergli mai negato incontri da solo" Ma da quell’incontro, l’uomo non avrebbe più rivisto i suoi figli e la stessa imputata avrebbe ricevuto un fax da parte dell’ex di non cercarlo più perché la aveva denunciata. 

Il padre invece, non sarebbe stato al corrente dei reali piani della donna, impossibilitato, nek corso degli anni, anche a poter vedere le figlie ed avere un rapporto con loro. Il padre si è costituito parte civile insieme al suo legale Luca Maori (sostituito oggi in aula dall’avvocato Poggioni), anche i nonni  paterni(parti civili con l’avvocato Luigi Luccarini) che da quel lontano 2009 non avrebbero più avuto modo di poter riabbracciare le nipotine. 

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