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Via Calderini, Madonnina settecentesca imbrattata dal guano di piccioni e circondata da cavi

Ecco un chiaro esempio di come abbandonare un bene culturale e religioso al peggior degrado

Via  Calderini, numero 10. Sopra l’architrave sta una Madonnina negletta, sporcata e derelitta. È inserita in una cornice e collocata sopra una soglietta di travertino. Si tratta di una pittura a fresco settecentesca. Nell’architrave sottostante si legge la scritta: “Mater boni consilii ora pro nobis”, seguita dalla data (pare di leggere  1702). L’invocazione nelle litanie come “oratio fidelium” lega strettamente questo appellativo della Vergine alla pietà popolare.

Ma la Virgo di via Pinella – a dispetto della sua fama – è assai bistrattata. Ecco un chiaro esempio di come abbandonare un bene culturale e religioso al peggior degrado, sommando all’ingiuria del tempo la negligenza e il cattivo comportamento degli uomini. Sull’icona c'è il guano dei piccioni, che produce danni irreversibili, essendo fortemente corrosivo. È illuminata da una lampadina collegata a un cavo ciondolante. Superiormente, un riflettore mostra lo scempio.

Come non bastasse, la Virgo è fiancheggiata da tubi di ferro e circondata da cavi di ogni genere: elettrici, telefonici. Un vero accrocco che non è facile trovare in questa straripante quantità. Ad altri stabilire a chi facciano capo le responsabilità e chi siano i proprietari. Ma è certo che il sindaco, custode della bellezza austera della Vetusta, dovrebbe attivarsi invitando chi di dovere a porre fino allo scempio, proteggendo e tutelando un bene che coniuga storia, arte, fede e pietà popolare.

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