Cronaca Centro Storico

Inviato Cittadino - Macchie di sangue in Piazza IV Novembre

L’acropoli perugina si tinge di sangue. In quantità ragguardevoli. Tanto da macchiare le pietre di piazza Novembre, poco sopra l’intersezione col rimbocco di via Calderini

L’acropoli perugina si tinge di sangue. In quantità ragguardevoli. Tanto da macchiare le pietre di piazza Novembre, poco sopra l’intersezione col rimbocco di via Calderini. Una rissa (all’arma bianca?) ha prodotto qualche ferita non di poco conto, a giudicare dalla quantità di sostanze ematiche sparse in una superficie di diversi metri quadrati. Gruppi di turisti osservavano, stupiti, tutto questo sangue rappreso. E c’è da credere che non abbiano tratto un’impressione positiva sullo stile di vita della città.

La circostanza è stata segnalata all’Inviato Cittadino dall’amico Gianluca Papalini, defensor civitatis. Il quale si è premurato di segnalare la circostanza alla Gesenu che è intervenuta per la pulizia utilizzando una lancia ad alta pressione. Pare di capire che il ferito (o più d’uno) si sia allontanato dal marciapiede destro di via Pinella, dirigendosi tra le fioriere e i contenitori dei rifiuti. Tanto che, nella corsa, deve averne travolti un paio che stamane occupavano parte della carreggiata.

Cosa sia successo non è dato, al momento, conoscere. Ci  si chiede se le telecamere abbiamo svolto il proprio lavoro e se non si possano acquisire, e ricostruire, brandelli di verità attraverso le registrazioni. Una cosa ancora ci si domanda: ma è mai possibile che, con gli occhi elettronici puntati sulla piazza, non si riesca mai a intervenire in tempo reale? Ma quei monitor sono accesi o spenti? Gli addetti al controllo guardano o stanno girati altrove?

Certo è che la vita nell’acropoli si è imbarbarita. Colpa dell’alcool che scorre a fiumi, degli scarsi o mancati controlli relativi alla somministrazione degli alcoolici e al rispetto degli orari di chiusura. Basta guardare i filmati in Instagram (Perugia_favela) dove si trovano scene semplicemente inimmaginabili. Persone che cercano di salire sul basamento della statua di papa Giulio III nel sagrato della cattedrale, giovani che si buttano su secchi dell’immondezza come su gonfiabili, risse, schiamazzi, aggressioni. Insomma: un florilegio di episodi, degni del peggior Bronx. Che Perugia sia divenuta irreparabilmente inabitabile? Ma è mai possibile che non si possa invertire questa tendenza, esiziale per la città e per la sua immagine?

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