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Scompare il postino del Borgo d'Oro, che portava la lettera e un sorriso

Giorgio era persona di assoluta fiducia. Lo testimonia il fatto che possedeva le chiavi della maggior parte dei portoni della zona dove operava

Scompare Giorgio Pucciarini, “il postino del Borgo”. Lo chiamavano così gli abitanti di corso Garibaldi e stradine laterali, i perugini di via Fabretti e adiacenze. Una persona di generosa umanità, un uomo amichevole e affidabile: lo prova la rapidità con cui si è sparsa la notizia del suo improvviso e imprevedibile decesso. Giorgio era persona di assoluta fiducia. Lo testimonia il fatto che possedeva le chiavi della maggior parte dei portoni della zona dove operava. Chi scrive lo chiamava scherzosamente “San Pietro”, inragione di quel mazzo di chiavi che gli ciondolava tintinnando dalla cintola.

Giorgio non si limitava a consegnare la posta, ma parlava con le persone, le orientava, spiegava le ragioni di una bolletta inattesa o sbagliata, rendeva piccoli servizi agli anziani, dava consigli sulla gestione dei secchielli dell’immondezza. Sempre col sorriso sulla bocca. Uomo gioviale e creativo, amava dilettarsi anche nel campo dell’arte: scolpiva, dipingeva con originalità. Ha pure fatto qualche mostra al Borgo d’Oro, come quando in Sala Miliocchi portò delle sue opere che i perugini ammirarono, lieti di condividere il successo di un amico.

Qualcuno ricorda che Giorgio era figlio d’arte: il padre realizzava artigianalmente le più belle canne da pesca mai viste a Perugia. In Porta Sant’Angelo il cordoglio è grande. Saranno in tanti – oggi pomeriggio, alle 15 – a partecipare alle sue esequie che si terranno nella chiesa di Madonna Alta. In corso Garibaldi (ma anche al Toppo di Monteluce e in via Bartolo, dove pure era presente con la sua sacca), la gente lo ricorda con simpatia. Dice Franco Pignattini, barbiere: “Giorgio si fermava a
osservare i miei lavori di intaglio, li commentava e, qualche volta, dava loro il titolo (come nel caso
di “Arca”, una mia scultura con sette animali”).

“Aveva una grafia bellissima” ricorda Marco Trinei, fotografo. C’è chi raccoglieva i bigliettini che lasciava, scritti in perfetto corsivo inglese. “Mi fece la gentilezza di scrivere gli inviti per il mio matrimonio”, ricorda la dottoressa Martina Barro, vice presidente dell’associazione di quartiere “Vivi il Borgo”. Primo Tenca, presidente della Società di mutuo soccorso, non riesce a commentare, tanto è affranto dal dolore.

I Borgatari intendono ricordare il nome e la figura di Giorgio apponendo una targa a perenne ricordo. Scompare all’improvviso – unica consolazione degli amici: senza sofferenza - il postino del Borgo. L’uomo che sapeva addolcire perfino la consegna di una multa. La persona che portava la lettera e il sorriso. Uno dei pochi che riusciva a vestire il suo dovere di gentilezza e umanità.

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