Cronaca

Ludopatia, strategia vincente del Comune di Bastia Umbra che limita gli orari per sale gioco e slot machine

Il Tribunale amministrativo dell'Umbria respinge il ricorso contro l'ordinanza del 2017 che riduceva l'apertura: il calo delle giocate medie dà ragione all'ente pubblico

Sale giochi e slot machine, sugli orari di apertura vince il Comune di Bastia Umbra che aveva limitato l'apertura.

Il Tribunale amministrativo regionale dell’Umbria ha rigettato il ricorso proposto da La.Sofi. s.r.l., e Automatic Service s.r.l., tramite l’avvocato Carlo Lepore, con il quale si chiedeva l’annullamento dell’ordinanza del sindaco di Bastia Umbra dell’agosto 2017 che disciplinava “gli orari di esercizio delle sale giochi e degli esercizi autorizzati ... nonché degli apparecchi/congegni ... presenti ed in esercizio a qualsiasi titolo all’intero territorio del Comune di Bastia Umbra”.

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Le due società ritenevano che “la limitazione oraria del funzionamento degli apparecchi da gioco” non avesse presupposti reali e che “i fenomeni di dipendenza patologica da gioco” farebbero riferimento ad altri apparecchi.

Sempre nel ricorso si sosteneva che la “misura repressiva in punto di orari di funzionamento degli apparecchi” sarebbe stata presa senza la “preventiva verifica del fenomeno della ludopatia nel territorio”.

L’ordinanza impugnata sarebbe, inoltre, “sproporzionata, dovendo la limitazione e degli orari di funzionamento degli apparecchi, costituire l’ultima ratio” per fronteggiare la ludopatia.

Il Comune di Bastia Umbra si è costituito in giudizio, tramite l’avvocato Mario Rampini, eccependo l’inammissibilità del ricorso per omessa impugnazione della deliberazione del consiglio comunale relativa alla “disciplina degli orari per l’esercizio delle attività di gioco lecito sul territorio comunale”.

I giudici amministrativi hanno ricordato che l’ordinanza è accompagnata da una relazione del “Servizio di Alcologia e il Servizio SERT, che effettuano attività di trattamento per il gioco d’azzardo patologico, hanno in carico in media circa cinquanta pazienti e seguono in un anno complessivamente circa cento persone”. Dai rapporti epidemiologici relativi agli anni 2017/2018 risulta un progressivo aumento degli utenti affetti da gioco d’azzardo patologico in carico ai servizi di cura delle dipendenze nel territorio dell’Assisano e di Bastia Umbra, passati dai 9 del 2015 ai 18 del 2017, con un aumento pari del 100% e con il più elevato numero di giocate pro-capite dell’intera regione a carico del Comune di Basta Umbria.

Dati che sono stati ritenuti sufficienti dal collegio giudicante per giustificare “le contestate misure di limitazione degli orari di esercizio degli apparecchi da intrattenimento” soprattutto nell’attuale momento storico in cui “la diffusione del fenomeno della ludopatia in ampie fasce della popolazione costituisce un fatto notorio o, comunque, una nozione di fatto di comune esperienza, come attestano le numerose iniziative di contrasto assunte dalle autorità pubbliche a livello europeo, nazionale e regionale”.

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Quanto al rapporto con le altre tipologie di gioco, i giudici amministrativi hanno ritenuto che “deve rilevarsi che i giochi cui si riferisce il provvedimento impugnato sono quelli che per la loro ubicazione, modalità, tempistica, danno luogo - più di altre - a manifestazioni di accesso al gioco irrefrenabili e compulsive, non comparabili, per contenuti ed effetti, ad altre forme di scommessa che possono anch’esse dare dipendenza, ma in grado ritenuto (ragionevolmente) dal legislatore di gravità ed allarme sociale assai minore e, perciò, non necessitante di apposita e più stringente tutela preventiva mirata”.

Il provvedimento impugnato, infine, appare come un utile strumento per combattere la ludopatia, vista “la significativa riduzione della giocata pro capite effettuata nel territorio del Comune di Basta Umbria (passata dai 2.121 euro dell’anno 2017, ai 1.646 euro del 2018 e ai 1550 euro del 2020), contrariamente a quanto avvenuto negli altri comuni limitrofi”.

Da qui il rigetto del ricorso e la condanna al pagamento delle spese processuali.

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