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"Così si rischia la morte dei locali del centro storico": raccolta firme per salvarli

La quiete dei residenti del centro storico vs i locali notturni. Da un lato il numero di “decibel” consentito, dall’altra il dibattito cittadino che si sta sviluppando sul tema, le rivendicazioni degli operatori e le raccolte firme portate avanti dai giovani di Perugia

Non sembrano placarsi le acque in tema di rumori nei locali del centro storico e di quei decibel, misurati con il cucchiaino, che se superati fanno scattare ordinanze. La quiete dei residenti del centro storico vs i locali notturni. Da un lato il numero di “decibel” consentito, dall’altra il dibattito cittadino che si sta sviluppando sul tema, le rivendicazioni degli operatori e le raccolte firme portate avanti dai giovani di Perugia.

Come i gestori di un noto locale nel cuore dell'acropoli, il Giardino, situato in una traversa di Corso Garibaldi, che ha fatto scattare una raccolta firme per la sopravvivenza dei luoghi del centro storico;  in una lunga nota postata su facebook, spiegano: “Amministrare una comunità significa anche saper tutelare e custodire le esigenze di tutti. Esiste un'esigenza di quiete propria di molti residenti del centro storico, che senza dubbio va rispettata, ma di fronte alla quale non possono venir sistematicamente e di norma misconosciute le innumerevoli altre esigenze che sono espressione di tutti gli altri membri di una comunità”.

Secondo i gestori, dunque, a fianco dell'esigenza della quiete esiste anche quella del lavoro, dell'imprenditoria, della musica, di esprimersi e trovare spazi, ma anche il diritto della gente di incontrarsi e vivere a pieno i luoghi della città. "Il Giardino", continuano- è un luogo che nasce in una delle zone più belle ma anche più problematiche della città, e che cresce proprio sulla convinzione che il problema della sicurezza e del degrado possa essere combattuto solo attraverso una comunità che si riappropria dei propri spazi. E' un'attività che da lavoro a 5 persone, tra cui un padre australiano disoccupato e uno Chef di altissimo livello che siamo riusciti a riportare in Itallia. E' un luogo pieno di bellezza, di sana socialità e di vita. Ma si sa la vita produce un pò di rumore, ed è proprio il rumore della vita che ormai da troppo tempo a Perugia viene messo a tacere dall'esigenza di quiete".

"Ora quello che chiediamo è che attività come la nostra, possano essere messe nelle condizioni di esistere, e che dunque si pensi a delle regole che ci mettano nella condizione di poterle rispettare".

E' giusto quindi, che si tuteli anche lo sforzo di chi contnua ad investire nel centro storico che, altrimenti, rischierebbe di essere svuotato e abbandonato. E poi, andiamoci a lamentare anche di questo. Tommaso Bori, consigliere del Pd, anche ieri è tornato sull'argomento per sollecitare la Giunta  a rivedere il Piano Economico Commerciale del Centro Storico, prevedendo la possibilità di aprire o trasferire in acropoli locali che possano avere la licenza di pubblico spettacolo anche per attività connesse al ballo se il locale risulterà adeguatamente insonorizzato. A rivedere inoltre  la zonizzazione acustica di piazze e vie del centro storico con un piano specifico per aree dedicate ai locali di intrattenimento.

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