Litiga con l'operatrice della comunità e le distrugge la macchina, sotto processo perugino

All'origine del danneggiamento un alterco tra i due sulle regole da seguire nella struttura

Uno sgarbo, una parola sopra le righe, forse un rimprovero per un comportamento non consono rispetto al percorso che stava facendo. Forse sono questi i motivi, non giustificanti, che hanno portato un perugino, tossicodipendente, in tribunale per danneggiamento.

L’uomo, difeso dall’avvocato Giacomo Manduca, deve rispondere dei danni che ha arrecato all’autovettura di un’operatrice della struttura di recupero per tossicodipendenti dove lavorava e in cui l’imputato stava trascorrendo un periodo di cura per la disintossicazione.

Tra i due ci sarebbe stato un alterco o un’incomprensione (più che plausibile visto il luogo, le dinamiche che si sviluppano e le persone coinvolte) e la sera, quando l’operatrice è andata a prendere l’auto l’ha trovato tutta danneggiata.

A seguito delle denuncia per le forze dell’ordine è apparso facile risalire al presunto colpevole e mandare tutto in Procura e poi il processo in tribunale.

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