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Cronaca

"Non ho mai temuto per la mia vita", l'ex moglie testimonia a favore del marito e il Tar gli ridà la licenza di caccia

I Carabinieri avevano ritirato le armi dopo una lite tra i coniugi che si stavano separando, ma secondo i giudici quasi un anno dopo la situazione è cambiata totalmente

“Sì, abbiamo litigato, ma ci stavamo separando e in verità non ho mai temuto per la mia vita o per quella di nostra figlia. Non ci avrebbe mai fatto del male”. A separazione avvenuta e senza più conflitti la ex moglie scagiona l’uomo che ottiene la restituzione della licenza di caccia e il permesso di detenere armi e munizioni in casa.

L’uomo, difeso dall’avvocato Gabriele Venceslai, ha presentato ricorso contro la decisione della Questura di Perugia che gli vietava di detenere armi e munizioni, revocando la licenza di porto d’armi ad uso venatorio, chiedendone l’annullamento.

Il provvedimento del questore era stato motivato sulla base di un episodio denunciato dalla moglie che, insieme alla figlia minorenne, “si era recata dai Carabinieri, segnalando di aver ricevuto minacce di morte dal marito”. L’uomo “dopo aver appreso che le predette si trovavano in Caserma, con tono di voce inequivocabilmente adirato e provocatorio, le invitava a non fare sciocchezze ed a rincasare. Le stesse gli manifestavano le proprie angosce in relazione alle minacce patite. Nella circostanza, l'uomo cercava di giustificarsi, affermando che le minacce in parola erano state proferite istintivamente nel corso di un litigio”. I Carabinieri provvedevano al ritiro cautelare delle armi. La moglie non aveva però sporto denuncia.

I due coniugi, poi, avevano avviato le pratiche della separazione, allegando “un verbale audio in cui i coniugi, assistiti dagli avvocati, dichiaravano di rinunciare a presentare denunce o querele per i fatti pregressi”. A distanza di mesi dai fatti e dalla separazione, però, arrivava il provvedimento della Questura di Perugia.

A soccorrere l’uomo nella sua richiesta di tornare in possesso di armi e licenza di caccia, è arrivata la ex moglie, che ha raccontato di un rapporto ormai logoro e conflittuale, ma solo a parole e che “in nessuna maniera la mia vita, né quella di nostra figlia è stata mai minimamente minacciata e men che meno posta in pericolo a cagione del summenzionato e banale litigio, essendo subito rientrata, poco dopo, la normalità”.

Sulla base di questi elementi il giudici amministrativi hanno annullato il provvedimento della Questura di Perugia imponendo alla stessa di “riesaminare i requisiti soggettivi del ricorrente” nella detenzione di armi e munizioni.

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